«Abbiamo oltre un centinaio di cantieri aperti in città di opere strategiche, di questi 80 saranno chiusi entro la fine di quest’anno poiché rientrano nel Pnrr che pone la scadenza obbligatoria del 2026, e altri 10, finanziati da Fondi nazionali complementari, da completare entro il 2029. Parliamo di scuole, sistemi di trasporto, rigenerazione urbana, edilizia pubblica ma anche digitalizzazione». Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a un anno circa dalla scadenza del suo mandato (si voterà nella primavera del 2027) fa il punto su ciò che si sta realizzando. Mentre già la politica scalda i muscoli: Manfredi, fedele all’esperienza del campo largo, punta a replicarla.

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Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi

Le opere più importanti? Il sindaco fa un lungo elenco. «Penso al “Tram del mare”, per il quale abbiamo acquistato 15 tram e costruito nuovi collegamenti; a breve saranno consegnati al Comune i primi 160 alloggi a Scampia destinati agli ex abitanti delle Vele demolite che avranno finalmente un’abitazione degna; in strada avremo poi 302 autobus elettrici, per attuare la transizione energetica voluta dal Pnrr. Stiamo costruendo una trentina di scuole tra cui 10 asili nido che saranno completati per fine anno, anche se non riusciremo ad aprirli tutti a settembre. Abbiamo, ancora lavori al Parco Virgiliano e alla Metropolitana di Napoli con due stazioni da completare: ma questi sono sostenuti con il Fondo di sviluppo e coesione».

Una grande opera a cui il presidente dell’Anci legherebbe il suo mandato. «Il Real Albergo dei Poveri, progettato dall’architetto Ferdinando Fuga, è uno dei palazzi più grandi d’Europa. Altra opera abbandonata per decenni – ricorda il sindaco – rilanciata in accordo col Mic. Oggi possiamo annunciare che sarà sede dell’Università Federico II e della Scuola Superiore meridionale, ospiterà residenze per studenti dell’Università Partenope, accoglierà un ampliamento del Museo Archeologico e della Biblioteca pubblica. Ma soprattutto avrà spazi per eventi culturali: sarà la rappresentazione più chiara della ricchezza culturale della nostra città».

Insomma, gli chiediamo, Napoli riesce a realizzare gli obiettivi del Pnrr: in primis quello di ridurre i divari? Il sindaco fa un cenno come per dire: siamo sulla giusta strada. Poi attacca: «Siamo la città che ha avuto il maggior numero di progetti approvati e finanziati con il Pnrr. Dopo anni di paralisi in cui le cattive condizioni economico finanziarie del Comune avevano imposto l’ immobilismo, sono stati ripresi vecchi progetti, in molti casi riadattati. E quel che più conta: li stiamo realizzando. La città ha ancora oggi una gran fame di opere pubbliche, di case, di servizi».

Gaetano Manfredi parla di esigenze dei cittadini, eppure da più parti gli viene rivolta l’accusa di non dialogare con alcune frange della società. A esempio, l’Unione industriali recentemente ha attaccato il sindaco sostenendo di non dialogare con gli operatori economici. Oggi auspica un confronto. Ma il sindaco, serafico come sempre, risponde: «Non comprendo questa accusa da parte dei nuovi vertici dell’Unione industriali . Con i costruttori dell’Acen ci confrontiamo spesso, anche con l’Unione industriali lo abbiamo fatto, sulle scelte sul Pnrr e sul nuovo Piano regolatore. Insomma, quando capirò i motivi del disappunto, certamente troveremo una soluzione nell’interesse della collettività».

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