Rilanciare l’atomo per salvare l’industria e l’ambiente. È questo il cuore del secondo vertice internazionale sul nucleare che si è aperto oggi alla Seine Musicale, alle porte di Parigi. Organizzato dalla Francia, leader del settore con i suoi 57 reattori, l’incontro vede la partecipazione dei delegati di quaranta nazioni, tra cui i giganti USA e Cina, e della Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen. Assente invece la Russia, isolata a causa del conflitto in Ucraina. Per l’Italia è presente il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Un tema, quello energetico, che resta l’assillo per il Vecchio Continente
Il Presidente francese, Emmanuel Macron, ha rivolto un appello a “ogni attore pubblico e privato affinché faccia la propria parte per continuare a mobilitare gli investimenti in favore del nucleare civile. Due attivisti di Greenpeace hanno fatto irruzione sul palco, interrompendo il Presidente Emmanuel Macron e il capo dell’agenzia di vigilanza nucleare delle Nazioni Unite, Rafael Grossi, proprio mentre stavano accogliendo i capi di Stato.
I manifestanti, vestiti in modo elegante con abiti neri e cravatta, hanno esposto striscioni con il logo di Greenpeace che recitavano: “Energia nucleare = insicurezza energetica” e “Il nucleare finanzia la guerra della Russia”.
Aprendo il secondo summit internazionale sull’atomo civile presso la Seine Musicale di Boulogne-Billancourt, alle porte di Parigi, Macron ha presentato questo comparto come un “vero settore d’avvenire per le nostre energie, le nostre società e i nostri paesi”.
“Invito anche le banche e i fondi d’investimento a compiere uno sforzo”, ha esortato Macron, citando in particolare i fondi di venture capital. Prendendo come esempio il Regno Unito, il leader francese ha poi sottolineato che gli europei dovrebbero spingersi “ancora più lontano” in materia di nucleare civile.
La protesta degli attivisti di Greenpeace durante il Summeit di Parigi (@web)
Una nuova dinamica globale
Dopo gli anni del disimpegno seguiti all’incidente di Fukushima del 2011, il nucleare civile sta vivendo una vera e propria rinascita. Se oggi l’atomo garantisce il 10% dell’elettricità mondiale attraverso 450 reattori, la nuova “road map” al 2050 punta molto più in alto. Rafael Grossi, direttore dell’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), ha confermato che altri quaranta Paesi hanno espresso un fermo interesse a dotarsi di questa tecnologia, in linea con l’impegno della COP28 di Dubai di triplicare la capacità atomica globale entro metà secolo.
L’allarme di Ursula von der Leyen
Particolarmente incisivo è stato l’intervento della Presidente von der Leyen, che ha centrato il punto sulla competitività industriale. “I prezzi dell’elettricità in Europa sono strutturalmente troppo alti – ha denunciato – e questo mette a rischio il nostro continente”. Secondo la Presidente, l’Europa sconta una vulnerabilità cronica dovuta alla dipendenza dalle importazioni di idrocarburi, ulteriormente evidenziata dalle tensioni in Medio Oriente.
L’elettricità accessibile è considerata decisiva per sostenere la prossima ondata di innovazione guidata da robotica e intelligenza artificiale, settori che richiedono enormi quantità di energia. Von der Leyen ha definito una “scelta strategicamente sbagliata” la riduzione del peso del nucleare nel mix europeo (passato dal 33% del 1990 al 15% odierno), indicando la necessità di integrare rinnovabili e atomo: le prime per il basso costo, il secondo per la stabilità della produzione.

Ursula von der Leyen al summit sul nucleare civile di Parigi (web)
10/03/2026
La strategia per i piccoli reattori (SMR)
Per accelerare la transizione, la Commissione ha annunciato un piano d’azione basato sui reattori modulari di piccola scala (SMR), con l’obiettivo di vederli operativi all’inizio degli anni Trenta. La strategia prevede tre pilastri. Quello della semplificazione con la creazione di “sandbox” regolatorie per testare le nuove tecnologie. Gli Investimenti per i quali l’Unione interviene con una garanzia da 200 milioni di euro per mobilitare capitali privati.. Infine la cooperazione volta ad imprimere l’accelerazione delle autorizzazioni e la creazione di filiere europee per il combustibile nucleare.
Gilberto Pichetto Fratin. “Importante ruolo italiano nella ricerca per la fusione” (rainews24)
Nell’intervento italiano, il Ministro dell’Ambiente e della SIcurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha affermato che l’Italia sta accelerando sul fronte dell’energia atomica. “L’Italia ha deciso di aderire all’impegno per triplicare la capacità nucleare globale“.
Il Ministro ha tracciato il percorso internazionale intrapreso dal governo, sottolineando il ruolo attivo del Paese nei tavoli decisionali europei: “L’Italia è entrata nell’Alleanza Nucleare a giugno 2025 e contribuisce attivamente all’Alleanza Industriale sugli SMR (Small Modular Reactors) e agli IPCEI sulle tecnologie nucleari innovative”. Secondo Pichetto Fratin, la scelta nucleare non è solo energetica ma geopolitica: “Siamo convinti che il nucleare possa rafforzare l’autonomia strategica e la competitività dell’Unione Europea”. Il ruolo dell’Italia è quello di partecipare al supporto e allo sviluppo dei reattori modulari di piccola taglia e di partecipare a progetti europei e multilaterali. Ha anche confermato che l’Italia si conferma come un punto di eccellenza per la ricerca sulla fusione.

