“Questa non è una pipa“, scriveva René Magritte nel suo celebre dipinto “Il tradimento delle immagini”. Oggi quella frase torna a vivere su un campo da calcio, trasformata in “Ceci n’est pas un maillot“ (“Questa non è una maglia”), sulla seconda divisa del Belgio ai Mondiali 2026.
“Il tradimento delle immagini” Maigritte (wiki)
Una casacca insolita, lontana dal colore tradizionale dei Diavoli Rossi e ispirata proprio all’universo surreale del grande artista belga. Sul fondo azzurro cielo, ricorrente nelle sue opere, compaiono sfere rosa che richiamano “La voce dell’aria”, uno dei suoi lavori più noti. Un omaggio culturale che ha conquistato tifosi e collezionisti al punto da rendere la maglia introvabile già dalle prime settimane del torneo.

Maglietta Belgio (instgram)
La voce dell’aria, Maigritte (wiki)
A darle ulteriore visibilità ci ha pensato Romelu Lukaku durante la vittoria per 4-1 sugli Stati Uniti negli ottavi di finale, risultato che ha spedito il Belgio tra le migliori otto squadre del mondo.
La Nazionale guidata da Rudi Garcia tornerà in campo a Los Angeles contro la Spagna per un quarto di finale che vale l’accesso alle semifinali.
Se la maglia belga è quella che ha fatto più parlare di sé, non è però l’unica a raccontare qualcosa del Paese che rappresenta.
L’Argentina continua ad affidarsi alla storica albiceleste, una delle divise più riconoscibili della storia del calcio, ma nella seconda versione guarda invece all’arte popolare di Buenos Aires con decorazioni ispirate al Fileteado Porteño, lo stile artistico decorativo nato a Buenos Aires tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Una scelta che accompagna il cammino della squadra di Lionel Messi, arrivata ai quarti dopo una spettacolare rimonta contro l’Egitto, battuto 3-2 dopo essere stata sotto di due reti.
Anche la Francia ha scelto di raccontarsi attraverso la propria maglia: i “Bleus” hanno presentato una seconda divisa color verde menta che richiama il colore assunto nel tempo dalla Statua della Libertà, simbolo degli Stati Uniti che ospitano gran parte della competizione. I francesi affronteranno il Marocco nei quarti dopo aver superato il Paraguay per 1-0.
Ci sono poi le scelte più audaci, come quella della Svizzera che ha abbandonato il rosso per un acceso verde fluo, o quella della Norvegia che per le gare in trasferta ha optato per il total black.
La Norvegia continua a essere una delle sorprese del torneo dopo aver eliminato il Brasile grazie a una doppietta di Erling Haaland.
Del resto, da tempo le maglie non sono soltanto abbigliamento sportivo ma strumenti di racconto: richiamano artisti, tradizioni popolari, monumenti, momenti storici e identità nazionali e, talvolta, diventano persino oggetti di culto.
Mutuando Magritte, forse si può dire che quella da gioco non è soltanto una maglia, ma una storia da indossare.

