Ambulanze smart con connettività ultraveloce e a bassissima latenza della rete 5G di TIM: è il progetto che realizza Bourelly Group in partnership con CoRiTeL (Consorzio di Ricerca sulle Telecomunicazioni) partecipato da Ericsson, e con Tim Enterprise. A dicembre è previsto il lancio del primo prototipo operativo della Smart Ambulance. Da lì partiranno test, validazione e il successivo percorso verso l’industrializzazione e la messa in strada.
Il progetto, promosso dall’Unione industriali di Napoli, punta a fare dell’ambulanza il primo reparto mobile dell’ospedale che porta le competenze degli specialisti direttamente sul luogo dell’emergenza. L’elevata tecnologia consente di abbattere i tempi e di effettuare teleconsulto in tempo reale (con comunicazione video full HD tra l’équipe a bordo e il medico da remoto, con telecamera interna e bodycam per una vista ravvicinata della scena); effettuare una diagnosi anche prima dell’arrivo in ospedale (ECG, parametri vitali e biomarkers rilevati a bordo, come la troponina, sono visibili subito agli specialisti, con il supporto di analisi in corso, come lo screening neurologico FAST per l’ictus e l’eco fast bed side per la valutazione rapida del cuore, polmoni e organi addominali), predisporre una cartella clinica integrata (le informazioni sul paziente, infatti, sono consultabili nello stesso ambiente digitale dei dati raccolti durante il soccorso). Inoltre, sempre a bordo dell’ambulanza e quindi nella fase di primo intervento, è possibile utilizzare l’AI a supporto del medico: un avatar basato su intelligenza artificiale aiuta a consultare i dati, sintetizzare il contesto e predisporre il report, sempre sotto il controllo del professionista sanitario. Infine viene redatto un report nel passaggio di consegne. Al termine dell’intervento il sistema produce una sintesi che il medico può rivedere e correggere prima dell’archiviazione, garantendo continuità informativa tra ambulanza e ospedale.
«Il progetto “Smart Ambulance” punta a sviluppare un ecosistema sanitario digitale, nel quale ambulanza, centrale operativa, medico, ospedale e territorio siano costantemente collegati _ dice Guido Bourelly, amministratore unico di Bourelly Health Service _ Attraverso sistemi di connettività ad alte prestazioni, è possibile trasmettere in tempo reale dati e informazioni cliniche quali ECG, parametri vitali, immagini diagnostiche, monitoraggio multiparametrico e flussi video ad alta definizione. In questa prospettiva il mezzo di soccorso diventa un vero punto sanitario mobile della rete territoriale. La prospettiva industriale è quella di integrare competenze sanitarie e tecnologiche italiane con grandi operatori delle telecomunicazioni e dell’innovazione, sviluppando un modello esportabile anche sui mercati internazionali. Con Smart Ambulance si ha una chiara evidenza dell’importanza di fare sistema. L’integrazione tra conoscenza operativa di un’impresa del territorio, ricerca applicata di un consorzio e potenza infrastrutturale di grandi partner tecnologici, promossa dall’Unione Industriali Napoli, è il presupposto per la nascita di piattaforme tecnologiche complesse e competitive».
Bourelly Health Service è una società del Bourelly Group, attiva nei servizi di emergenza e trasporto sanitario, assistenza e gestione di servizi sanitari per enti pubblici e privati. Opera attualmente in Campania Lazio Sicilia Calabria Molise e Piemonte.
Nell’emergenza sanitaria il tempo è spesso il fattore decisivo, come ha sottolineato Nicolino Esposito, direttore scientifico di Bourelly Health Service. «In Italia si calcolano circa 18,27 milioni di accessi ai Pronto Soccorso ogni anno, di cui il 68% sono codici bianchi e verdi. La spesa totale per il Pronto Soccorso è stimata in circa 3,5 miliardi di euro e il costo medio per accesso è di circa 192 euro con un’attesa media per ricovero di circa 31 ore». Esposito ha aggiunto: «Dal XIV Congresso Nazionale Simeu di Napoli emerge che 9 strutture di Pronto Soccorso su 10 oggi risultano sottorganico. Solo l’11% infatti dichiara di avere personale adeguato; l’89% deve ricorrere a soluzioni tampone per coprire i turni, tra medici gettonisti, prestazioni aggiuntive e contratti libero-professionali».

