Sette sindaci al centrosinistra al primo turno: a Mantova, Prato, Pistoia, Salerno, Andria, Avellino, Enna (ma a Salerno Vincenzo De Luca stravince senza simbolo del Pd e senza l’appoggio di Avs e M5s che hanno schierato un loro candidato. Niente simbolo del Pd neppure a Enna a sostegno del vincitore Vladimiro Crisafulli). Tre al centrodestra (Venezia, Reggio Calabria e Crotone). Due capoluoghi (Fermo e Messina) dove si affermano candidati civici o di altri partiti. Questa la fotografia dopo le amministrative del 24 e 25 maggio nei diciotto capoluoghi di provincia al voto. In sei città la parola tornerà ai cittadini ai ballottaggi del 7 e 8 giugno: Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani. La situazione di partenza era di 8 amministrazioni uscenti di centrosinistra, 5 di centrodestra e 5 sono di liste civiche più o meno orientate politicamente. Il centrodestra mantiente Venezia (dove si giocava la sfida più importante) contro i pronostici della vigilia. E strappa al centrosinistra Reggio Calabria. Succede l’inverso a Pistoia.

Ballottaggi decisivi

Se si allarga lo sguardo ai 118 comuni al di sopra di 15mila abitanti al voto, dopo il primo turno il centrosinistra conquista 37 Comuni (ne aveva 59) il centrodestra 25 (ne aveva 42). Saranno i 41 ballottaggi a consentire anche in questo caso un bilancio finale, decretando – numeri alla mano – chi ha perso e chi ha guadagnato.

Le città al ballottaggio

A Lecco la sfida sarà tra il sindaco di centrosinistra uscente Mauro Gattinoni (42,53%) e il candidato del centrodestra Filippo Boscagli che è avanti con il 48,65%. Ad Arezzo Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra) è indietro di 11 punti rispetto al candidato del centrodestra Marcello Comanducci e peserà il 20,49% di Marco Donati, ex parlamentare dem arrivato terzo (con il sostegno di Azione e liste civiche). Per un soffio sarà ballottaggio a Macerata dove il sindaco uscente di centrodestra Sandro Parcaroli (che ha chiesto però il riconteggio) si è fermato al 49,96%, mancando la vittoria al primo turno per una manciata di voti (meno di una decina). Il candidato di centrosinistra Gianluca Tittarelli è indietro con il 41,9%.

A Chieti Giovanni Legnini (ex vicepreesidente del Csm), candidato del centrosinistra, è in vantaggio con il 47,2% su Cristiano Sicari (27,5%), sostenuto da tutte le forze di maggioranza tranne la Lega che ha presentato un suo candidato, Mario Colantonio, che ha raccolto il 16,6 per cento. Ballottaggio anche a Trani, città governata per due mandati dal dem Amedeo Bottaro. Si sfideranno Marco Galiano (40,7%), sostenuto al primo turno dal Pd ma non dal M5S (il cui candidato Vito Branà si è fermato al 3,5%), e il candidato del centrodestra Angelo Guarriello, indietro rispetto al primo con il 30,3%. Ad Agrigento si contenderanno la poltrona di sindaco Michele Sodano (campo progressista) col 39,1% delle preferenze e Dino Alonge appoggiato da Fi-Fdi-Udc e autonomisti col 34,7%. Ago della bilancia sarà il terzo candidato Luigi Gentile, che era sostenuto da Lega e Dc e che ha ottenuto il 14%

Effetto Vannacci a Vigevano, Carroccio sconfitto

Da rimarcare il caso Vigevano (Pavia). Al ballottaggio per la poltrona di sindaco di Vigevano si sfideranno la candidata del centrosinistra Rossella Buratti, avanti con il 34,3% e Paolo Previde Massara (24,4%), sostenuto da Forza Italia ma non dal resto del centrodestra (Fdi-Lega-Nm) che aveva scelto invece di appoggiare Riccardo Ghia, terzo con il 21,45%. Voti che saranno decisivi al secondo turno così come farà da ago della bilancia Furio Suvilla, candidato sostenuto dal generale Roberto Vannacci, che ha registrato un exploit (14,2)%. Pesante la sconfitta della Lega. In una città nella quale l’amministrazione uscente era targata Carroccio (il sindaco uscente Andrea Ceffa, imputato in un processo per corruzione, è stato sospeso dall’incarico nel novembre 2024) non solo non è riuscita a mandare il suo candidato neppure al ballottaggio. Ma si è fermata nel voto di lista al 9,5%, superata da Vigevano Futura (11,6%), che sosteneva Suvilla.

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