Nonostante siano scrigni di storia, ricerca e cultura, raramente le aziende tessili d’eccellenza investono nel raccontare il loro patrimonio: lo ha fatto invece, con coraggio e convinzione, Manteco, protagonista del distretto pratese e simbolo di come un’azienda possa nello stesso tempo essere custode e rinnovatrice delle storiche eccellenze del suo territorio.

La Sala Tessuti

Il nuovo spazio “Casa Manteco”, realizzato nella sede dell’azienda a Montemurlo, è un luogo dove sei diverse aree raccontano la storia di Manteco, fondata da Enzo Mantellassi nel 1943, il suo presente e la sua ricerca: nella Galleria si ripercorre la vicenda della famiglia Mantellassi, oggi alla terza generazione, con interessanti documenti d’epoca; nella scenografica Sala Tessuti si scoprono le creazioni Manteco, toccandole con mano, come nell’Archivio, realizzato in un ex filatoio; nello Studio si può seguire il processo creativo dei tessuti e nel Circularity Lab la ricerca di Manteco per la circolarità, che passa da prodotti come MWool, ReviWool e il MCashmere, tutti realizzati a partire da materiali di riciclo e recupero, apprezzando il procedimento Recype, che consente di ricavare filati di migliaia di colori mescolando meccanicamente fibre da materiali riciclati. Infine il Giardino, luogo di legame con la natura e spazio di condivisione.

Il design e l’allestimento di Casa Manteco sono stati curati dallo studio milanese Formafantasma, con cui l’azienda toscana è entrata in contatto collaborandovi per dar forma alla mostra sulla lana (“Oltre terra”, il titolo era in italiano) organizzata tre anni fa in Norvegia al Museo nazionale di Oslo. I nuovi spazi sono aperti ai clienti di Manteco, che possono così entrare in contatto più profondo con l’azienda e i suoi prodotti, ma anche ad appassionati e studenti.

«L’inaugurazione di Casa Manteco è stata accolta con grande entusiasmo – racconta Matteo Mantellassi, alla guida dell’azienda insieme al fratello Marco -. Ogni giorno riceviamo già molte richieste dalle scuole, non solo italiane, ma da tutto il mondo, anche da Sud America e Asia. È un progetto che racconta la nostra storia insieme a quella del distretto, nel quale siamo inseriti anche con la nostra rete di aziende MSystem, una filiera certificata e tracciata a chilometro zero». Un legame che trova spazio a Casa Manteco con lo spazio riservato al Panno Casentino, storica produzione toscana che Manteco ha contribuito a preservare dall’estinzione rilevando nel 2023 il lanificio Casentino Lane di Bibbiena.

A sinistra e a destra, Marco e Franco Mantellassi con uno dei primi tessuti di Panno Casentino prodotti da Casentino Lane, azienda rilevata nel 2023 da Manteco

Proprio in questi giorni, dopo tre anni di lavoro e riorganizzazione (e preservandone i circa 35 dipendenti), i primi filati sono pronti: «È un prodotto tradizionale nel quale vogliamo infondere i nostri valori, portandovi circolarità, tracciabilità, trasparenza», aggiunge Mantellassi. Manteco ha chiuso il 2025 «con 85,5 milioni di fatturato, e il 2026 si è aperto per ora molto bene, con un aumento degli ordini del 13-14%, nonostante il momento delicato e incerto che l’industria della moda sta vivendo».

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