Per quanto riguarda il blocco del traffico, invece, un rimborso completo del pedaggio è previsto solo per interruzioni superiori alle tre ore. Si potrà avere indietro il 75% della somma per blocchi di durata compresa tra i 120 e i 179 minuti e solo metà di quanto pagato per interruzioni superiori ai 60 minuti ma inferiori alle due ore.
Le eccezioni
Il rimborso – anche in presenza delle condizioni elencate – non è però sempre previsto. Come ricorda il Codacons, infatti, esistono delle eccezioni. Prima di tutto, non si avrà diritto alla restituzione della tariffa se sulla tratta percorsa è già in essere una riduzione generalizzata del pedaggio.
In più, se il ritardo è causato da cantieri emergienziali – e quindi resi necessari da incidenti, eventi meteo o idrogeologici straordinari e imprevedibili, ma anche attività di soccorso – gli automobilisti non potranno richiedere il ristoro. Infine, in un primo periodo saranno esclusi anche i cantieri mobili destinati alla manutenzione ordinaria, dovuti, ad esempio, a sfalcio d’erba, pulizia o segnaletica.
La soddisfazione di Assoutenti
Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, l’associazione che promuove e tutela i diritti fondamentali dei consumatori, ha accolto con soddisfazione l’entrata in vigore di una misura «invocata da tempo che finalmente corregge una ingiusta discriminazione tra utenti».
Secondo Melluso, infatti, «fino ad oggi gli utenti delle autostrade erano ingiustamente penalizzati rispetto ai passeggeri di treni e aerei, consumatori per i quali sono previsti già da anni indennizzi e rimborsi in caso di disservizi. Le novità in tema di pedaggi introdotte dall’Art sanano una ingiusta discriminazione tra cittadini e riportano equità nel comparto dei trasporti».

