Saranno soprattutto i ballottaggi nei sei capoluoghi dove si torna a votare il 7 e 8 giugno (Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani) a consentire un bilancio finale della tornata di elezioni amministrative di primavera. La sfida più importante, quella di Venezia, ha visto la (inattesa) conferma del centrodestra, che ha strappato al campo largo anche un capoluogo importante come Reggio Calabria. Il centrosinistra si è consolato con la vittoria ad Avellino e la riconquista, dopo nove anni, di Pistoia. E ora punta sui ballottaggi per rendere meno amara questa tornata elettorale.
Il centrodestra si ricompatta a Chieti
In vista del secondo turno gli apparentamenti (i termini sono scaduti domenica), al netto di piccole liste civiche, sono l’eccezione. L’accordo formale scatta a Chieti dove il centrodestra, diviso al primo turno, si ricompatta per provare a insidiare il candidato del campo largo Giovanni Legnini, in testa con il 47,2%. E così Cristiano Sicari (27,5%), sostenuto da FdI e FI, potrà contare sull’appoggio del candidato di Lega e Udc Mario Colantonio (16,7%), oltre che del civico Alessandro Carbone (4,7%).
Ad Agrigento in ordine sparso
Centrodestra diviso al primo turno anche ad Agrigento. Ma qui non ci sono apparentamenti. A contendersi la poltrona di sindaco sono Michele Sodano (campo progressista), in testa col 39,1% e Dino Alonge appoggiato da Fi-Fdi-Udc e autonomisti con il 34,8%. Dice no a ipotesi di alleanze politiche il leghista Luigi Gentile (terzo con il 14,1%), sostenuto anche da Dc e Noi moderati. Anche se il commissario regionale della Lega, Nino Germanà, invita a «non votare per il centrosinistra». E Noi moderati dichiara il sostegno ad Alonge. Nessun apparentamento neanche da parte del civico Giuseppe Di Rosa, quarto con il 12% dopo il primo turno.
Ad Arezzo centristi alla finestra
Ad Arezzo invece Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra), con il 32,4% è indietro sul candidato del centrodestra Marcello Comanducci (43,8%). Ago della bilancia è Marco Donati, terzo con il 20,5%, sostenuto da Azione e civiche, che però non si schiera e lascia libertà di voto.
La sfida a Lecco
A Lecco la sfida è tra il sindaco di centrosinistra uscente Mauro Gattinoni (42,5%) e il candidato del centrodestra Filippo Boscagli, avanti con il 48,6%. Resta alla finestra Mauro Fumagalli, candidato della lista civica centrista Orizzonte per Lecco, terzo con il 5,2%.

