Il congresso della Uilca, la Uil dei bancari, delle esattorie e degli assicurativi, porterà a Venezia, alla Giudecca, da oggi a giovedì, banchieri e manager di compagnie assicurative, dal ceo di Mps, Luigi Lovaglio a Matteo Bianchi, chief governance officer di Crédit Agricole Italia, Gianni Franco Papa, amministratore delegato di Bper, Sergio Gatti, direttore generale di Federcasse, che interverranno domani, ma anche Stefano Vittorio Kuhn, amministratore delegato di Banco Desio, Elena Goitini, ceo di Bnl Bnp Paribas e Carlo Cimbri presidente di Unipol che interverranno mercoledì, quando a chiudere la giornata sarà un confronto con Claudio Martelli e il giornalista e saggista Lirio Abbate sul tema della legalità. Il giovedì è invece previsto l’intervento di Giancarlo Fancel, country manager Italia Generali.
Un intellettuale, lo scrittore e psicanalista Massimo Recalcati, ha aperto i lavori, a cui è prevista la partecipazione di Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Donato Masciandaro, direttore del Comitato Edufin (Educazione Finanziaria) e Anna Rea, presidente di Adoc oltre al segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri. E poi anche Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze e Mauro D’Attis, membro della Commissione Bilancio Tesoro e Programmazione.
I “Volti al futuro”
L’8° congresso della Uilca guidata da Fulvio Furlan si chiuderà giovedì con l’elezione del nuovo segretario generale e ha come titolo “Volti al Futuro”. Il titolo gioca sul “doppio significato della parola volti come sostantivo – le fisionomie, i protagonisti – e come participio passato del verbo volgere – rivolti, orientati – a sottolineare la proiezione dell’organizzazione sindacale verso le sfide che attendono il settore. Adesso che i contratti Ania e delle entrate sono alle spalle, la prospettiva sarà il rinnovo dei contratti dei bancari Abi e del credito cooperativo.
Il valore delle persone …
Ad aprire il Congresso della Uilca, come ricordato da Fulvio Furlan nella sua relazione, è stato un intellettuale, Massimo Recalcati. Una scelta molto ponderata: «Noi abbiamo affidato l’apertura del Congresso alla lectio magistralis di un intellettuale. Con questa scelta abbiamo voluto evidenziare che nelle dinamiche che affrontiamo tutti gli aspetti si richiamano comunque a una visione ideale, che pone al centro la dignità delle persone, la convivenza civile, la logica di progresso al servizio della crescita collettiva», afferma Furlan. Questo perché, continua Furlan ricordando le parole di Alessandro Baricco, gli intellettuali hanno la capacità di dare un nome alle cose e alle vicende umane: «È un passaggio basilare. Perché dare un nome significa attribuire identità, riconoscere l’altro, dargli dignità. Non è un caso che i regimi che vivono di sopraffazione e annientamento dell’oppositore o del diverso, per prima cosa, distorcono i nomi o li cancellano. Per togliere valore umano alle persone. Noi stiamo da un’altra parte, quella di valorizzare la dignità delle persone. Ecco, il Contratto Nazionale è lo strumento con cui si attribuisce quel valore, perché è la certificazione di una categoria di lavoratrici e lavoratori, cui viene attribuito un nome e un ruolo nelle dinamiche sociali ed economiche collettive».
… e il valore del contratto
In questo senso, per Furlan «rinnovare il Contratto Nazionale celebra questo riconoscimento di valore delle persone e attribuisce dignità alle donne e agli uomini, che contribuiscono, con il loro lavoro, all’evoluzione sociale ed economica collettiva. Da queste considerazioni nasce l’importanza di quanto stiamo facendo nei nostri settori. Pochi giorni fa è stato trovato l’accordo per il rinnovo del Contratto Nazionale della Riscossione. Un risultato importante sotto vari aspetti di merito sotto il profilo salariale e normativo, che saranno illustrati durante i lavori. L’accordo assume però un ulteriore e ancora più significativo valore nell’avere riconosciuto la centralità dell’attività di riscossione nel Paese e il ruolo determinante delle lavoratrici e dei lavoratori, per il recupero di risorse da utilizzare a beneficio della collettività. Questo risultato, che enfatizza la riscossione come asset strategico collettivo, auspichiamo sia un passo decisivo per superare una visione negativa del settore esattoriale e del suo personale e riconoscerne invece l’impegno e la professionalità, con cui fanno applicare leggi decise spesso dagli stessi politici che poi ne denigrano e delegittimano l’attività. Crediamo che una visione corretta della riscossione e un adeguato finanziamento dell’attività per svolgerla, che parte dalla consapevolezza che nel solo 2025 ha consentito allo Stato entrate per 16,8 miliardi di euro, possa far comprendere quanto sia essenziale per il Paese, soprattutto nella lotta indispensabile contro l’evasione fiscale». Solo pochi giorni prima, il 13 maggio, «è stato sottoscritto con Ania il rinnovo del Contratto Nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori assicurativi. Anche in questo caso vanno sottolineati gli aspetti di merito», osserva Furlan. L’accordo conferma l’importanza del settore e ne valorizza un ruolo, che dovrebbe essere ancora più centrale nel Paese, «soprattutto considerando che sta progressivamente riducendosi la presenza pubblica in ambiti quali la previdenza e la sanità. Un processo che fa prevedere una crescita del ruolo dei fondi pensione, per integrare la pensione pubblica e delle polizze sanitarie, per integrare la spesa sanitaria. Il rinnovo del Contratto Nazionale certifica la centralità del settore assicurativo e ne rafforza la sua peculiare importanza, pertanto auspichiamo che si operi in modo responsabile per valorizzarlo, anche attraverso lo sviluppo del ruolo sociale che le aziende possono e devono ricoprire», evidenza Furlan.

