Un bilancio più ricco di circa il 10% rispetto alla proposta della Commissione europea per finanziare adeguatamente politiche storiche e nuove priorità. È la posizione votata nel tardo pomeriggio di mercoledì 15 aprile dalla commissione per i bilanci del Parlamento europeo sul QFP, il quadro finanziario pluriennale europeo 2028-2034.
“Proponiamo un bilancio europeo che sia al tempo stesso adeguato e prevedibile per i beneficiari, affrontando le carenze della proposta iniziale della Commissione”, ha dichiarato Siegfried Mureşan, eurodeputato romeno del Partito popolare (PPE) e uno dei due relatori del delicato e ampio file.
La posizione votata, come già anticipato, chiede che il bilancio pluriennale 2028-2034 sia di 2.014 miliardi di euro, 197 miliardi in più rispetto alla proposta della Commissione presentata lo scorso luglio e, soprattutto, a differenza di quest’ultima, propone che rimanga esterno al bilancio il rimborso del debito di NextGenerationEU (lo strumento che ha finanziato i piani di ripresa post pandemia attraverso debito comune).
Questo ha due conseguenze. La prima è che gli europarlamentari sostengono l’idea della Commissione di aumentare le risorse proprie dell’Unione, cioè nuove fonti di entrata dirette per il bilancio UE, per circa 60 miliardi all’anno. «Abbiamo bisogno di nuove, autentiche risorse proprie per finanziare le maggiori responsabilità dell’Europa», ha aggiunto l’altra co-relatrice, la socialista portoghese Carla Tavares.
La seconda conseguenza è che un QFP complessivamente più ricco consente di mantenere le risorse necessarie per le nuove priorità europee, come la difesa e la competitività, ma anche di aumentare gli stanziamenti per le politiche UE storiche, che rischiavano altrimenti di essere le più penalizzate. Tra queste, ne beneficerebbe in modo significativo la Politica agricola comune (+139 miliardi circa) e la coesione sia pure in maniera meno significativa (+78 miliardi). Ma soprattutto sarebbero garantiti 124 miliardi per il Fondo sociale europeo.

