L’Italia non può mancare al Board of Peace organizzato per Gaza. È questo il messaggio mandato dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani durante le comunicazioni a Montecitorio.
Due motivi per essere presenti
L’assenza dell’Italia a un tavolo in cui si discute di pace nel Mediterraneo – ha detto – sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contrario alla lettera e allo spirito dello stesso art. 11 della nostra Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie».
Non solo. Tajani ha aggiunto che l’assenza «vorrebbe dire rinnegare il ruolo di primo piano che il nostro Paese ha svolto per il cessate il fuoco fin dall’inizio della crisi, sempre con l’obiettivo di arrivare a due Stati che convivano in pace e sicurezza».
Il ruolo dell’Italia
E così si arriva al punto, cioè in che ruolo si troverà il Paese durante il Board organizzato da Donald Trump. Il governo, ha chiarito il vicepremier, «ha ritenuto opportuno accettare l’invito dell’amministrazione Usa a presenziare, in qualità di Paese osservatore». Una scelta, ha aggiunto, «certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali».
Due risoluzioni
Al termine della replica del ministro degli Esteri sono state presentate due risoluzioni. Il ministro ha quindi espresso parere favorevole al documento presentato dai gruppi di maggioranza e parere contrario a quello sottoscritto da tutte le opposizioni, compreso il gruppo di Azione.

