Sul Board per Gaza «la posizione dell’Italia è di apertura: noi siamo aperti, disponibili e interessati. Per almeno due ragioni. La prima è che l’Italia può giocare un ruolo unico nella realizzazione del piano di pace per il Medio Oriente e nella costruzione della prospettiva dei due Stati e poi in generale non considererei una scelta intelligente da parte dell’Italia e dell’Europa quella di autoescludersi in un organismo che comunque è interessante. C’è per noi un problema costituzionale di compatibilità perché dalla lettura dello statuto è emerso che ci sono alcuni elementi di incompatibilità con la nostra Costituzione, questo non ci consente di firmare sicuramente domani, però ci serve più tempo, c’è un lavoro che va fatto, ma la mia posizione rimane di apertura». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, in onda nella serata di mercoledì 21 gennaio su Rai1.

Meloni: «Lo statuto del Board per Gaza incompatibile con l’articolo 11»

«La questione legale e regolamentare è soprattutto in rapporto all’articolo 11» della Costituzione, ha spiegato la premier, «quello per cui noi possiamo cedere pezzi della nostra sovranità in condizioni di parità tra gli Stati. E questo può essere incompatibile con alcuni articoli dello statuto« del Board of Peace per Gaza.

Meloni: «Board per Gaza non diventerà una Onu privata»

«È un dubbio che ho letto, non credo un organismo del genere e che nessun organismo in generale possa sostituirsi alle Nazioni Unite», ha continuato Meloni, intervistata da Bruno Vespa ed Enrico Mentana che le ha domandato se con il Board per Gaza si sia il rischio di avere una “Onu privata”. «Le Nazioni Unite sono un organismo troppo consolidato e tra l’altro – ha aggiunto Meloni – ricordo che il Board of Peace nasce nell’ambito di una risoluzione delle Nazioni Unite. Quindi è uno strumento previsto anche dalle Nazioni Unite. Sono altri i profili che sono per noi problematici».

Putin? «Nel multilateralismo al tavolo anche persone distanti»

La presenza di Vladimir Putin nel Board of Peace per Gaza «è una questione politica» ma «devo segnalare che in qualsiasi organismo diciamo multilaterale, multipolare ci sono e ci si siede al tavolo con persone che sono distanti da noi», ha affermato la premier. «La Russia siede nelle Nazioni Unite, nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e al G20 – ha aggiunto Meloni -. In qualsiasi organismo nel quale ci si siede, ci si siede con qualcuno che è distante. Il sistema multilaterale nasce per questo. La questione si può valutare politicamente, ma non è niente di nuovo e niente di strano rispetto a tutti i meccanismi del multilateralismo».

Condividere.
Exit mobile version