La stagione influenzale si sta progressivamente spegnendo. Per la sesta settimana consecutiva sono in calo i numeri delle infezioni respiratorie acute registrate dal sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità: 472 mila negli ultimi 7 giorni, rispetto alle 531 mila della settimana precedente. Le infezioni, come da inizio stagione, continuano a colpire soprattutto i bambini con meno di 4 anni: in questa fascia di età sono stati registrati 33 casi ogni mille abitati, un tasso quasi 4 volte più alto rispetto alla popolazione generale, in cui l’incidenza è pari a 8,6 casi per mille.
La discesa dei casi di influenza riguarda quasi tutte le Regioni, che registrano ormai un livello di intensità basso, con alcune (Veneto, Provincia Autonoma di Trento, Molise e Sardegna) che hanno già raggiunto la fine della stagione. Fa eccezione la Basilicata, che, invece, sta attraversando una fase ad alta intensità. Sono in leggera flessione anche gli accessi al pronto soccorso e i ricoveri, sebbene nelle fasce di età più giovani si sia osservato un piccolo aumento.
Il rapporto segnala anche un cambiamento nella mappa dei virus più diffusi: quelli influenzali non sono più dominanti e rappresentano circa il 6% dei campioni analizzati dai laboratori afferenti alla rete si sorveglianza. I valori di positività più elevati sono stati rilevati, invece, per virus respiratorio sinciziale, Rhinovirus e Metapneumovirus.
La stagione influenzale volge al termine, ma la guardia resta alta per la circolazione di altri virus respiratori. Secondo Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), sebbene i casi di influenza siano in netto calo, il cambio di stagione porterà con sé nuove insidie per le vie respiratorie. “L’influenza è ormai alle nostre spalle – spiega Andreoni all’Adnkronos Salute – i contagi sono diminuiti progressivamente e prevediamo che scompariranno del tutto entro la fine di marzo”. Tuttavia, il declino del virus stagionale non coincide con la fine delle malattie respiratorie. Il testimone passerà infatti ad altri virus che ci accompagneranno fino alla primavera inoltrata. Tra questi, il protagonista delle prossime settimane sarà il virus respiratorio sinciziale (Rsv). “Il picco del virus sinciziale è atteso tra marzo e aprile – avverte l’infettivologo – Di conseguenza, nonostante l’addio all’influenza, nelle prossime settimane si registreranno ancora numerosi casi di febbre e infezioni che colpiranno sia le alte che le basse vie respiratorie”. Questi “episodi continueranno a manifestarsi fino alla primavera avanzata”.

