I fatti: siamo nella partita contro la Cremonese, ma dalla curva dell’Inter, un ultrà lancia un petardo, non di poco conto, che sfiora l’ex nerazzurro Emil Audero – ora portiere della Cremonese – che cade subito a terra stordito.

I compagni accorrono a soccorrerlo
Dimarco, Lautaro, Bastoni accorrono subito a vedere come sta l’ex compagno e condannano il gesto dei loro ultrà, allargando le braccia, quasi in un dialogo con i loro tifosi. E sotto la curva arriva anche Chivu, che appare molto scosso. Anche lui si lamenta con i tifosi. 

Serie A, Cremonese-Inter: fase di gioco – 01 febbraio 2026 (Ansa)

Serie A, Cremonese-Inter, gol Lautaro Martinez, 01_02_26

Serie A, Cremonese-Inter, gol Lautaro Martinez, 01_02_26 (AFP)

Il responsabile del lancio – un cane sciolto – pasticcia con un altro petardo che questa volta però, gli esplode in mano: perde due-tre dita e prima di essere portato in ospedale (in attesa dell’arresto) e viene aggredito dai suoi compagni di tifo.

Il distinguo di Marotta
“Vorrei stigmatizzare e condannare un gesto insulso che non ha nulla a che fare con i valori dello sport — dichiara il presidente nerazzurro Beppe Marotta — . Le autorità stanno facendo indagini, pare sia stato un gesto isolato e si individuerà il responsabile. Va sottolineata la professionalità di Audero, che si è rialzato subito e ha portato a termine la partita. Ma la condanna deve essere esplicita e completa”. 
 

Rischio multa per i nerazzurri
L’episodio, avvenuto davanti al presidente di Lega Ezio Simonelli, non resterà senza conseguenze: l’Inter rischia una multa fino a 50mila euro, ma anche la squalifica della curva a San Siro. E la prossima partita in casa sarà contro la Juve. Il 3-0 a tavolino sarebbe stata un’ipotesi solo nel caso di sospensione della partita per il rischio sicurezza.

Ma altri lanci di petardi non ci sono stati. “C’era tanta preoccupazione per la salute di Emil — racconta Alessandro Bastoni — . Non abbiamo certo pensato a sanzioni legate al risultato, non è né corretto né umano. Sono cose che non devono mai e poi mai succedere”. 
 

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