«Ci sono così tanti universi in un unico spazio. Tutto accade contemporaneamente e tu devi aspettare che si allinei con te. Sento ogni città, ogni stato, la sabbia, le montagne e l’oceano. E poi c’è l’emozione e poi c’è il colore. È come un’esplosione, ma se riesci ad allinearti con essa, allora sei in grado di trovare la pace in tutto questo insieme».
L’India, secondo Avani Rai, non puoi raccontarla se non la senti. E il Calendario Pirelli 2027 prova a farlo affidandosi a tre grandi fotografi. Per la prima volta nella sua storia l’iconico The Cal è stato realizzato contemporaneamente da Sølve Sundsbø, già autore del Calendario Pirelli 2026, dal maestro indiano Raghu Rai, scomparso poco dopo l’avvio del progetto e dalla figlia Avani Rai chiamata a portare a termine l’opera del padre. Al centro, c’è un Paese, l’India appunto, narrato attraverso i loro obiettivi: da un lato l’estetica distintiva e l’approccio ispirato alla moda dell’artista norvegese, dall’altro la visione dell’India coltivata per tutta la vita dal maestro indiano e reinterpretata in una chiave più contemporanea sotto la guida di sua figlia.
«L’idea di questo Calendario è nata da Pirelli. Il desiderio era quello di dedicare l’edizione 2027 all’India e, fin dalle prime conversazioni, è apparso chiaro che una collaborazione con qualcuno come Raghu Rai, che dal 1965 è stato uno degli sguardi più autorevoli e profondi sul Paese, avrebbe potuto dare al progetto una dimensione unica. L’idea era che lui si concentrasse sull’anima dell’India mentre io mi dedicassi alle persone, realizzando soprattutto ritratti», spiega Sølve Sundsbø.
Si preannuncia, così, un calendario unico nel suo genere. La presentazione ufficiale è in agenda a fine ottobre, naturalmente in
India, ma il backstage svela già molto di questo progetto. Il set si divide tra il Rajasthan, Jaipur e Nuova Dehli, e protagonista indiscussa del Calendario Pirelli 2027 è la gente comune, ritratta per strada e in luoghi simbolo della cultura indiana. Sono le persone a dominare la scena alternandosi a muse come Padma Lakshmi, Rupi Kaur, Bhavitha Mandava, Lakshmi Menon, Freida Pinto, Aditi Rao Hydari, Anouska Shankar, Avantika Vandanapu e Avani Rai, nel duplice ruolo di modella e regista. Nei dodici mesi del Calendario convivono così molteplici inquadrature che in alcuni casi, come per il lavoro di Raghu e Avani Rai, si sovrappongono, pur mantenendo ben distinti i ruoli tra padre e figlia e le loro forti identità. In che misura, lo racconta la storia di questo Calendario.
