Campagnolo conferma il piano industriale – compresa la scelta, definita «forzata quanto necessaria, di una importante riduzione dei costi» – ma nega qualsiasi ipotesi di delocalizzazione circolata in questi giorni: «Il solo obiettivo è di rilanciare la competitività e garantire che la produzione dello stabilimento di Vicenza prosegua», spiega l’azienda in una nota.
La crisi
Proprio qui, nel vicentino, la proprietà della storica azienda di componenti per la bicicletta ha l’intenzione di ridurre l’organico di 120 persone, fra impiegati e operai, su 300 dipendenti. Erano seguite, lunedì 1. dicembre, le assemblee con i lavoratori e le lavoratrici con Fim, Fiom e Rsu decise a chiedere di fermare la riduzione del personale per avviare un dialogo e trovare altre strade per uscire dalla crisi. Una crisi di settore, ma che per l’azienda fondata nel 1933 è iniziata anche con l’avvento del cambio Shimano. Per la Fiom Cgil, «l’azienda negli anni ha effettuato scelte e gestioni manageriali non competitive che hanno minato i bilanci; per questo la richiesta delle organizzazioni sindacali è, oltre il ritiro dei licenziamenti, quella di presentare un piano industriale che spieghi quali sono i progetti futuri e come intendono tornare ad essere concorrenziali e in attivo».
Lo scorso giugno Cherry Bank, aveva perfezionato un’operazione di finanziamento per circa 8,5 milioni di euro a favore dell’azienda leader nella progettazione e produzione di componenti per biciclette da corsa di alta gamma; l’operazione era mirata a sostenere il lancio globale del rivoluzionario cambio a 13 velocità, il primo prodotto al mondo con tali caratteristiche.
La continuità
Oggi la conferma del piano e dei tagli, «per rilanciare la competitività dei suoi eccellenti prodotti sui mercati internazionali e garantire che la produzione Campagnolo dello stabilimento di Vicenza prosegua la sua gloriosa storia. Questo vale sia per i classici prodotti Campagnolo, apprezzati in tutto il mondo, sia per la nuova piattaforma Super Record 13 che sta confermando pienamente le aspettative. Il gruppo sta ricevendo ottimi riscontri dal mercato, grazie alle sue prestazioni e alla comprovata affidabilità e sta riportando il brand tra i riferimenti scelti dai migliori costruttori di biciclette».
La progettualità sul prodotto, però – fa sapere l’azienda – «va ben oltre questo primo importante passo. Grazie alla solidità di questa nuova base tecnologica, Campagnolo ha già in fase avanzata lo sviluppo di ulteriori piattaforme che permetteranno di estendere la presenza dell’azienda nelle fasce di prodotto intermedie e poi in quelle di più larga diffusione aumentando così l’impegno produttivo dell’azienda. A questo scopo, la volontà del Cda di rivedere in maniera strutturale la propria supply chain, puntando a forniture corte e veloci, quindi in Italia, è una riprova di quanto ci sia l’assoluta volontà di puntare sulla propria produzione di qualità e made in Italy».

