Le segnalazioni erano state tante e, dopo poche ore, la conferma è arrivata anche dal governo. Parliamo delle irregolarità durante il primo giorno di tagli alle imposte che le compagnie petrolifere devono pagare. Tagli che, come ha fatto notare il Codacons, non si sono visti ai distributori, anche se stanno pagando delle accise minori (-24,4 centesimi al litro).
L’elenco alla Guardia di finanza
Appunto, la conferma del governo. Del Garante per la sorveglianza dei prezzi del ministero delle Imprese, in particolare, che su indicazione dei ministri Urso e Giorgetti ha trasmesso alla Guardia di finanza la lista dei distributori che non hanno ancora adeguato i prezzi dei carburanti al taglio delle accise. I controlli su tutto il territorio nazionale – ha fatto sapere il Mimit – «continueranno sulla rete stradale, autostradale e lungo tutta la filiera».
Il potenziamento di Mr Prezzi con il decreto
Nello stesso decreto, entrato in Gazzetta ufficiale mercoledì sera, è stato approvato un potenziamento di Mr Prezzi, che dovrà gestire «uno speciale regime di controllo dei fenomeni distorsivi lungo la filiera di approvvigionamento dei carburanti». In pratica se il monitoraggio rileverà «un anomalo e repentino incremento dei prezzi» dovrà comunicare alla Guardia di Finanza distributori e compagnie petrolifere da controllare, a caccia di eventuali fenomeni speculativi.
Le Fiamme Gialle a quel punto trasmetteranno i risultati allo stesso Garante per la sorveglianza dei prezzi e all’antitrust «per l’eventuale avvio dei procedimenti sanzionatori». Nei casi più gravi, infine, trasmetterà le carte all’autorità giudiziaria.
La nuova regola non modifica, e nemmeno potrebbe farlo, l’impianto normativo e sanzionatorio esistente in caso speculazioni, sempre molto complicato da provare. Ma sembra più che altro l’obiettivo politico di mostrare i muscoli contro movimenti ritenuti eccessivi dei prezzi.

