Non c’è solo la speculazione. Sui carburanti resta alto anzi altissimo il livello di attenzione sulle frodi che vengono messe in campo per aggirare il versamento delle accise. Proprio mentre i rincari sul prezzo di benzina e gasolio sono uno dei principali problemi che stanno fronteggiando famiglie e imprese, la Guardia di Finanza porta alla luce uno schema frodatorio che ha portato a un maxisequestro per un valore complessivo di 250mila euro.

La sottrazione fraudolenta

Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Catania. Il comando provinciale etneo delle Fiamme Gialle hanno eseguito nelle Province di Catania, Siracusa, Enna, Cesena e Roma, con il supporto del primo Nucleo operativo metropolitano della Capitale e del Gruppo Cesena, due ordinanze del Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale relative a sette indagati. Le misure cautelari personali sono scattate nei confronti di un imprenditore e dei suoi quattro complici per sottrazione fraudolenta al pagamento delle accise sui prodotti energetici.

Il doppio sistema di illeciti

Sono i due sistemi illeciti che sono stati accertati nel corso delle indagini. Da un lato, l’imprenditore, amministratore di fatto di sei imprese del settore dei trasporti, si riforniva di gasolio (400.000 litri in tutto) da raffinerie dell’est Europa che faceva arrivare in Italia su gomme o rotaia, avvalendosi di documenti che attestavano falsamente il trasporto di liquido bio anticorrosivo, esente da imposte. Dall’altro, sempre lo stesso imprenditore si approvvigionava di gasolio agevolato a uso agricolo con cui però riforniva i suoi mezzi aziendali, con un notevole risparmio di imposta. Il gasolio destinato all’agricoltura, infatti, sconta un’aliquota ridotta rispetto a quella ordinaria prevista per l’autotrazione sia con riferimento all’Iva (10% anziché 22%) che alle accise (circa 50 centesimi in meno al litro). Per dare una parvenza di liceità all’operazione, la vendita del prodotto risultava formalmente fatturata a una cooperativa agricola.

Il bilancio

Sono stati così sequestrati beni mobili e liquidità per 235mila euro, 143mila litri di prodotti energetici, un deposito abusivo, sette tank container, trattori, semirimorchi e 58 cisterne.

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