Hanno già un’origine precisa i primi tre responsabili del rogo dei cartelli con i volti di Giorgia Meloni e Carlo Nordio durante la manifestazione andata in scena ieri a Roma per il No al referendum e contro la guerra.

Le indagini Digos

Gli agenti della Digos hanno identificato tre persone: due provenienti da Padova e una da Napoli. Per tutti scatterà la denuncia all’autorità giudiziaria, mentre l’attività investigativa va avanti per risalire agli altri partecipanti attraverso l’analisi delle immagini.

Le immagini Meloni e Nordio bruciate

La fase più tesa della manifestazione si è consumata in piazza dell’Esquilino, dove alcuni manifestanti hanno dato fuoco, con i fumogeni, a due immagini simboliche. Nella prima compariva la presidente del Consiglio Giorgia Meloni con al guinzaglio il ministro della Giustizia Carlo Nordio, raffigurato con una museruola. Accanto, la scritta: «No al vostro referendum».

Poco dopo è stato incendiato un secondo manifesto. Anche in questo caso era raffigurata Meloni, stavolta mentre stringe la mano al premier israeliano Benjamin Netanyahu. Sotto la foto, la frase: «No al vostro genocidio, 75mila civili uccisi, 2 milioni di sfollati».

Lo striscione in favore di Cuba

Un altro gesto simbolico è stato compiuto in via Cavour, dove un gruppo di manifestanti, davanti a uno striscione in favore di Cuba, ha dato fuoco a un manifesto con la bandiera degli Stati Uniti e a una foto del presidente americano Donald Trump.

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