In una fase delicata per il settore chimico, stretto tra gli alti costi energetici e la concorrenza extraeuropea, c’è chi investe e amplia la produzione. È il caso del Gruppo Esseco di Novara, proprietà della famiglia Nulli, attivo nella chimica di base con dieci stabilimenti e 1.300 dipendenti, che attraverso la divisione Esseco Industrial ha firmato un accordo con l’inglese Ineos, uno dei più grandi gruppi chimici al mondo, per acquisire la società Inovyn Produzione Italia.

La società possiede gli stabilimenti di Rosignano (Livorno) e Tavazzano (Lodi) in cui produce ipoclorito di sodio, soda caustica, acido cloridrico e altri cloro-derivati. Rosignano, in particolare, è il più grande impianto nazionale di cloro-soda, con produzioni di soda caustica e cloro e oltre 160 addetti. Tavazzano, invece, è un piccolo stabilimento specializzato nella produzione di ipoclorito di sodio. L’operazione, il cui valore non è stato reso noto, è stata realizzata da Ineos attraverso Kerling NewCo 1 Limited. I lavoratori coinvolti nel passaggio di proprietà saranno 178.

Si tratta di un tassello significativo nel percorso di consolidamento industriale del Gruppo Esseco – afferma una nota – che consentirà l’aumento della capacità elettrolitica. Il closing è soggetto alle condizioni sospensive previste dagli accordi tra le parti. L’attività di ricerca e sviluppo di Inovyn a Rosignano resterà di proprietà di Ineos e sarà separata.

Esseco Industrial conta otto stabilimenti produttivi in Europa e in Sudamerica ed è specializzata nella produzione di cloro-alcali, derivati del potassio e derivati dello zolfo, con un fatturato vicino ai 600 milioni di euro. Il Gruppo Esseco è tra i leader mondiali negli additivi e coadiuvanti nel settore vino, produzioni che si aggiungono a quelle per i settori agroalimentare, farmaceutico, detergenza, industria della gomma e della carta.

La cessione da parte di Ineos ha colto di sorpresa i sindacati. L’amministratore delegato di Ineoas Inovyn, Stephen Dossett, l’ha spiegata indicando una revisione degli asset europei che non inciderebbe sulle attività principali e consentirebbe di concentrare risorse sul core business, in particolare il pvc dove Ineos è leader.

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