Le autorità del Nuovo Galles del Sud hanno disposto la chiusura delle spiagge lungo la costa settentrionale di Sydney dopo il quarto attacco di squalo in 48 ore, invitando bagnanti e surfisti a tenersi lontani dal mare. L’ultimo episodio ha coinvolto un surfista, che ha riportato ferite lievi ed è stato dimesso dall’ospedale.
Gli attacchi si sono concentrati tra le spiagge settentrionali di Sydney e la costa nord dello Stato. A Manly, un surfista è stato trascinato a riva dai presenti in condizioni critiche; poche ore prima, un undicenne era riuscito a salvarsi dopo che uno squalo aveva morso la tavola da surf. Domenica, un dodicenne è rimasto gravemente ferito mentre nuotava nel porto di Sydney. Le autorità hanno esteso le chiusure e schierato drumline elettroniche, dispositivi che segnalano la presenza di grandi squali.
Sulle ragioni di questo picco ravvicinato di episodi, gli esperti indicano una combinazione di fattori ambientali. Le forti piogge hanno reso le acque torbide e convogliato deflussi fluviali verso la costa, condizioni che favoriscono in particolare l’avvicinarsi dello squalo leuca (Carcharhinus leucas), una specie capace di tollerare l’acqua salmastra e spesso coinvolta negli incidenti registrati nell’area di Sydney.
“La scarsa qualità dell’acqua favorisce l’attività degli squali leuca”, ha spiegato Surf Life Saving New South Wales all’emittente ABC.
Interpellata da Reuters, la biologa Victoria Camilieri-Asch ha aggiunto che la migrazione stagionale verso aree costiere, estuari e foci fluviali, unita alle piogge che attirano pesce esca, “crea le condizioni per un aumento degli incontri”. In Australia si registrano in media circa 20 attacchi di squalo all’anno, solo una piccola parte dei quali con esito fatale, ma gli esperti sottolineano che eventi meteorologici intensi possono aumentare temporaneamente il rischio lungo le coste.

