Attraverso un’associazione che fornisce il servizio di ambulanza e con la complicità di personale sanitario e parasanitario, di addetti alla vigilanza privata e di dipendenti di altre ditte che operano nel San Giovanni Bosco, usando anche minacce e violenze, sarebbero stati garantiti favori a esponenti del clan e di altri gruppi malavitosi satellite per ricoveri violando le procedure di accesso, rilascio di certificati medici falsi anche per ottenere scarcerazioni e il trasporto illegale di salme in ambulanza anziché tramite servizi funebri autorizzati.

I reati contestati nell’ordinanza emessa dal gip su richiesta della procura di Napoli sono associazione di tipo mafioso aggravata dal carattere armato, corruzione, falsa testimonianza, false dichiarazioni all’autorità giudiziaria, falsità ideologica in atti pubblici, trasferimento fraudolento di valori, accesso abusivo a sistemi informatici, tentata estorsione, estorsione, usura, riciclaggio e autoriciclaggio.

Avvocato arrestato, anche quadri d’autore per riciclare proventi delle truffe

Gestiva la ricchezza del clan Contini, anche quella accumulata grazie alle truffe alle assicurazioni, investendone i proventi nell’acquisto di immobili, auto e anche quadri d’autore.

La Procura di Napoli e il gip contestano il concorso esterno in associazione mafiosa all’ avvocato Salvatore D’Antonio, 51 anni, arrestato oggi.

Tra indagati ex poliziotto, medici e ispettore Inps

Figurano anche sei pubblici ufficiali tra le 76 persone indagate nell’ambito dell’inchiesta.

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