Dagli squali alle tartarughe, passando per le aquile e gli orsi. E poi altri animali i cui spostamenti diventano importanti per lo studio del comportamento e dell’ambiente. A occuparsi di studiare attraverso microchip, tag satellitari o trasmettitori acustici, collari e altri dispositivi, sono enti di ricerca o associazioni non governative.

Gli squali sotto controllo

Tra queste, a studiare gli squali c’è la Ocearch, che traccia gli spostamenti degli squali bianchi con gli “spot tags” applicati sulla pinna dorsale. Uno strumento in grado di far conoscere tutti i movimenti in tempo reale. Negli Usa opera anche Noaa Fischieries che impiega circa 3 mila dipendenti tra cui scienziati, responsabili politici e agenti delle forze dell’ordine, situati in tutto il paese. Noaa gestisce il Cooperative Shark Tagging Program

In Italia c’è il centro studi Squali che svolge attività di studio sugli squali, conservazione e didattica, rivolte a studenti, ricercatori e grande pubblico. Il Centro Studi Squali – Istituto Scientifico fa parte della rete dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità promosso dalla Regione Toscana

L’attenzione per le balene

Il panorama della ricerca vede poi lo studio delle Balene e cetacei.

Una delle più grosse organizzaizoni è la Ocean Alliance che utilizza tecnologie “non invasive”, che spaziano dai droni ai tag satellitare per studiare e monitorare sia gl spostamenti sia le rotte dei cetacei. Nel Mediterraneo c’è il Tethys Research Institute che focalizza la sua attività sulla conservazione dei cetacei nel Mediterraneo, inclusi capodogli e balenottere. «Dal 2015, Tethys ha sviluppato diversi progetti incentrati sul tracciamento radio e satellitare dei mammiferi marini – scrive nelle sue referenze l’organizzazione -, con particolare attenzione alle balenottere (Balaenoptera physalus). Il Telemetry Lab, istituito nel 2024, porta queste attività in un quadro unificato, tra cui iniziative guidate da Tethys, collaborazioni internazionali e servizi di consulenza».

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