Un altro pezzo di made in Italy, con la sua dote di competenze, know how e brevetti, passa sotto il controllo cinese. È stato firmato il contratto per la vendita della Comelz di Vigevano in provincia di Pavia, Pmi specializzata nello sviluppo e produzione di macchine da taglio automatiche a controllo numerico con il relativo software per pellami presente . A vendere è il fondo italiano Renaissance Partners mentre il compratore è Jack Technology, multinazionale cinese con sede a Taizhou, vicino a Shanghai, quotata in borsa con circa 7.500 dipendenti. Jack è focalizzata nella produzione e sviluppo di macchine per cucire.

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Il valore dell’operazione è di circa 140 milioni di euro mentre il fatturato 2024 di Comelz è stato di 53,6 milioni contro i 81,4 milioni dell’anno precedente. L’utile 2024 è passato a 6.7 milioni dai 13,7 del 2023. La Pmi italiana negli ultimi anni ha ridotto il personale è ora conta quasi 190 addetti.

Negli ultimi anni Jack Technology ha acquistato diverse Pmi italiane specializzate nel cucito come Maica, leader nella produzione di camicie in automatico, Vibemac specializzata nella produzione di jeans sempre in automatico ma anche la tedesca Bullemer azienda storica leader nel settore del taglio. Con l’acquisto della Comelz l’ingresso nel settore del pellame. In questi giorni il gruppo cinese ha annunciato una collaborazione con Siemens per implementare l’intelligenza artificiale industriale, software low-code e robotica umanoide nei macchinari tessili di prossima generazione.

Comelz in Italia opera con due stabilimenti entrambi a Vigevano. Il primo è il quartier generale e il secondo è della Camoga, società acquisita nel 2018 specializzata nella produzione delle macchine spaccapelle. Nello stesso anno era stata acquistata la Develer, società specializzata in soluzioni IT, software e hardware: un’operazione che ha permesso di internalizzare lo sviluppo di intelligenza artificiale, CAD/CAM e cloud applicati ai macchinari da taglio. Nel 2017 la famiglia Zorzolo, fondatrice della storica azienda di Vigevano, aveva venduto la maggioranza delle quote al fondo NB Renaissance che ora è dal gruppo.

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