Il cadavere è stato gettato da una scavatrice, tanto che sul corpo sono state riscontrate fratture da schiacciamento.
Nella drammatica ricostruzione di quelle ore, Carlomagno ha poi riferito di avere utilizzato il telefono cellulare della moglie per inviare alcuni messaggi alla madre di lei prima di distruggerlo e sbarazzarsene.
La confessione del marito è arrivata quando il quadro indiziario a suo carico era già solido, con una serie di tasselli già accertati nelle prime ore dopo la scomparsa della donna, a cominciare dal video di una telecamera che ha inquadrato Federica mentre rientrava a casa l’8 gennaio senza poi più uscirne.
I pm contestano all’uomo il reato di femminicidio, la nuova fattispecie introdotta a dicembre.
Per Carlomagno si prospetta ora una condanna all’ergastolo. “Il mio assistito è certamente consapevole della gravità del crimine che ha commesso – ha commentato il difensore, Andrea Miroli, dopo l’interrogatorio -. Ci troviamo di fronte ad una tragedia che non avrebbe mai dovuto accadere, a cui non avremmo mai voluto assistere. Carlomagno si sta svegliando da un incubo in cui sicuramente si è trovato. Certamente si rende conto di aver distrutto tre famiglie, di aver sottratto il figlio alla madre”, ha aggiunto.

