Un patto nazionale per la transizione energetica marittima che, oltre a riunire «istituzioni, armatori, produttori di energia, industria motoristica e cantieristica, per definire una strategia condivisa», preveda anche «un nuovo credito navale verde, recuperando l’esperienza degli anni Ottanta, per sostenere il rinnovo delle flotte e rilanciare l’intera filiera industriale che ruota intorno alla nave: la transizione deve tradursi in investimenti che riducano le emissioni e rafforzino la nostra capacità competitiva». È quanto ha chiesto, rivolgendosi a Unione europea e Governo, il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, nel corso dell’assemblea pubblica di Confitarma, durante la quale si è celebrato, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 125° anniversario dell’associazione confindustriale degli armatori italiani.
L’appello di Zanetti arriva, peraltro, in un momento, complesso per l’armamento mondiale. A ricordarlo è stato proprio il presidente della Repubblica: «I riflessi delle crisi geoeconomiche e geopolitiche in atto – ha affermato Mattarella, nel suo intervento – condizionano pesantemente la libertà di navigazione, mentre questa, per il suo carattere universale, ha bisogno, e vive, di regole. Se pensiamo che, ben prima dell’Organizzazione marittima internazionale (Imo) del 1948, la disciplina di libera navigazione del Canale di Suez trova origine nella Convenzione di Costantinopoli del 1888, potremmo dedurne che, nell’attuale momento internazionale, c’è chi disapplica regole condivise per imporne di proprie, con atteggiamenti proprietari, proponendosi di far tornare molto indietro la storia della civiltà. E quindi siamo chiamati a dover impegnarci per vanificare questi impulsi.
Le crisi, ha proseguito, «si moltiplicano: il Mar Nero, il Mar Rosso, Hormuz, la pirateria nel Corno d’Africa e nel Golfo di Guinea, per citarne alcune. Protagonisti non convenzionali si aggiungono a quelli statuali. Un’ampia cooperazione internazionale affronta il tema della pirateria, a partire dall’efficace missione Aspides, dell’Unione europea, in pieno svolgimento».
Sulle questioni geopolitiche sottolineate da Mattarella, Zanetti, da parte sua, ha affermato che gli armatori, non possono «tollerare tollerare attacchi alle navi e agli equipaggi, né limitazioni arbitrarie o pedaggi negli stretti internazionali». Per questo, ha chiosato, «chiediamo al Governo di farsi promotore, in Europa, di un’alleanza per la sicurezza e la libertà di navigazione». E, proprio quest’ultima, rappresenta una delle quattro priorità che Zanetti ha indicato come preminenti per Confitarma.
Le altre tre sono la transizione energetica (su cui si è concentrata la richiesta del credito navale); la competitività dell’armamento (per cui è importante, ha detto, «preservare la certezza del quadro fiscale» e «garantire la piena efficacia di Registro internazionale e della tonnage tax, con regole chiare anche sulle attività che possono beneficiare dei due regimi. La manovra ne è lo strumento principe, ma è fondamentale il lavoro parlamentare per continuare nel percorso di semplificazione»); infine lavoro e formazione («Per i nostri giovani – spiegato il presidente di Confitarma – lavoriamo a professioni del mare più accessibili e attrattive, superando norme a volte anacronistiche»).

