Incendio stamattina verso le 6 presso il memoriale dedicato alle vittime del rogo al locale Constellation di Crans-Montana, situato nella Rue Centrale. Lo ha riferito la polizia del cantone vallese, spiegando che i vigili del fuoco sono riusciti a domare rapidamente le fiamme, e che l’intervento è concluso. È stata avviata un’indagine sulle cause dell’incendio.
Il memoriale spostato in Rue Centrale
Il memoriale è un igloo in Rue Centrale pieno di fiori, messaggi, lumini e qualche candela. Si può firmare sul grande librone delle firme la propria solidarietà per ricordare le 41 vittime e i 115 feriti del rogo di Capodanno. È un luogo meta di pellegrinaggio che prima si trovava davanti al Constellation e poi è stato spostato davanti alla chiesa. Un trasferimento effettuato per ragioni di “sicurezza” che ha suscitato numerose proteste, con l’accusa di voler rimuovere o allontanare dalla vista quello che è successo.
I sindaci contro il Cantone del Vallese
L’inchiesta sulla strage del Constellation rischia di coinvolgere anche il Cantone del Vallese, all’indomani delle scioccanti rivelazioni del responsabile della sicurezza del Comune di Crans-Montana, Christophe Balet, che nell’ interrogatorio del 7 febbraio ha ammesso di non avere il brevetto anticendio e ha spiegato che i controlli di sicurezza nei locali pubblici sono stati rallentati da un problema di aggiornamento di un software. Sul lavoro dei magistrati della procura generale di Sion è tornato il presidente della Confederazione svizzera, Guy Parmelin, che si trova a Milano per le Olimpiadi. Ad alzare lo scontro istituzionale interno alla Confederazione sono i sindaci del distretto di Sierre, di cui Crans-Montana fa parte. In un documento congiunto definiscono “inapplicabile” proprio la legge che impone i controlli annuali di prevenzione contro gli incendi in tutti i locali pubblici. Norma disattesa nella stazione sciistica, considerato che al Constellation, dove sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite, gli ispettori non erano più andati dal 2019. «Nessun Comune è oggi in grado di assumersi pienamente questo compito; non si tratta solo di una mancanza di mezzi, ma di un dispositivo il cui perimetro è troppo ampio», scrivono i primi cittadini.
Chiedono una riforma urgente e minacciano le dimissioni
Nel chiedere una riforma legislativa urgente, minacciano anche le dimissioni: «Sia i responsabili della sicurezza comunali che le autorità politiche potrebbero quindi vedersi costretti a rinunciare alle proprie responsabilità professionali e politiche». Su un possibile coinvolgimento nell’inchiesta del Cantone del Vallese è intervenuto anche Laurent Moreillon, avvocato e docente di diritto all’Università di Losanna. Intervistato dalla televisione svizzera Rts, ha spiegato che «se si entra nella problematica di analisi delle responsabilità del Comune probabilmente si deve andare più in alto: è possibile che ci sia il funzionario che ha omesso, ma bisogna chiedersi chi doveva controllarlo e allora si arriva al vertice del Comune e probabilmente anche più in alto, al Cantone, che ha un servizio che si occupa di incendi». Molto dipende anche da cosa emergerà negli interrogatori della prossima settimana.
I nuovi interrogatori
Lunedì 9 febbraio sarà sentito dai magistrati Ken Jacquemoud, che è stato capo della sicurezza dei locali pubblici di Crans-Montana fino al 2024. Poi toccherà di nuovo a Jacques e a Jessica Moretti, proprietari del Constellation, attesi dalla procura per mercoledì 11 e giovedì 12 febbraio.
