Una Fondazione per ricordare Chiara Costanzo, una delle vittime del rogo di Capodanno nel locale ’Le Constellation’ nella cittadina svizzera di Crans-Montana. «È l’unico modo che ci consente di trasformare il dolore in qualcosa di accettabile: ricordarla e onorarne la memoria facendo anche del bene ad altri ragazzi». Andrea Costanzo, padre di Chiara Costanzo, ha parlato ai microfoni del Tg1 della fondazione intitolata alla figlia, nata per sostenere giovani talenti che hanno grandi sogni e la determinazione per inseguirli.
Le Borse di sogno
La fondazione intitolata a Chiara Costanzo è stata istituita su iniziativa di Andrea Costanzo e Giovanna Lanella, i genitori di Chiara: si propone di sostenere ragazze e ragazzi che possiedono capacità, dedizione e ambizione, ma che spesso non dispongono delle risorse economiche necessarie per provare a realizzare i propri sogni. tramite le ’Borse di sogno’.«È un qualcosa che purtroppo non si risolve, qualcosa con cui convivi giorno dopo giorno», ha detto Andrea Costanzo parlando del lutto per la perdita della figlia. «L’unica speranza che abbiamo è che questo dolore possa un pochino cambiare forma e ci consenta quanto meno di conviverci», ha sottolineato Costanzo.
Il rinvio dell’interrogatorio di Moretti sconvolge i parenti delle vittime
Intanto il rinvio per shock post-traumatico dell’interrogatorio di Jacques Moretti, gestore del locale dove nella notte di Capodanno hanno perso la vita 41 giovani, ha lasciato senza parole i parenti delle vittime. «Direi che lo shock post-traumatico è quello che stiamo passando noi», ha concluso Andrea Costanzo. «Mi fa molta rabbia, preferisco sempre non commentare questo genere di notizie perchè rischierei di dire delle cose forse troppo forti», ha detto Andrea Costanzo.
Amarezza rispetto alle scelte processuali
Fabrizio Ventimiglia, uno dei legali delle vittime della strage di Crans Montana, in una nota si è detto amareggiato «rispetto a certe scelte processuali, tanto più se, in una fase iniziale, era stata manifestata la volontà di collaborare per giungere rapidamente all’accertamento della verità». «Prendiamo atto della scelta difensiva e del provvedimento della Procura, che tuttavia avrebbe potuto valutare, in alternativa, la convocazione della signora Jessica Moretti, trattandosi di audizione già programmata da tempo», ha osservato l’avvocato.
Molti punti da chiarire sugli indagati
L’avvocato ha ricordato che «a distanza di tre mesi dai fatti, restano infatti ancora molti – troppi – i punti da chiarire da parte di tutti gli indagati». Per il legale, l’indagine «attraversa una fase particolarmente delicata» e «non si può escludere che la sequenza degli atti possa incidere, anche solo indirettamente, sulla formazione e sulla genuinità delle dichiarazioni». L’auspicio del legale è che «non intervengano ulteriori impedimenti e che le indagini possano proseguire con la necessaria celerità, anche approfondendo i profili di responsabilità delle Istituzioni, a partire dal Comune e dal Cantone, alla luce delle omissioni che emergono dagli atti».

