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Home » Crif: crescita record dei finanziamenti alle imprese agricole e tasso di default sotto la media nazionale
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Crif: crescita record dei finanziamenti alle imprese agricole e tasso di default sotto la media nazionale

Sala StampaDi Sala StampaDicembre 9, 20253 min di lettura
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Crif: crescita record dei finanziamenti alle imprese agricole e tasso di default sotto la media nazionale

Crescono i finanziamenti alle imprese agricole, che dimostrano una solidità finanziaria sopra la media. Secondo l’ultimo Osservatorio Crif sul settore, nel primo semestre dell’anno gli importi finanziati hanno registrato un incremento del 30,5% rispetto allo stesso periodo del 2024 e ben 17 punti percentuali in più rispetto alla media del +13% registrata dal resto delle imprese italiane.

Dal punto di vista della rischiosità creditizia, a giugno 2025 il settore dell’Agricoltura presentava «un tasso di default stabile rispetto alla fine dell’anno precedente e inferiore al dato nazionale, attestandosi al 2,2% contro un tasso medio nazionale del 3%». E per le coop agricole il dato scende ancora, all’1,8%.

L’allevamento e le attività connesse hanno invece un tasso di rischio leggermente più elevato, al 2,4%. Si tratta di un dato, spiegano gli analisti, «influenzato da diversi fattori, con potenziali impatti sulla struttura dei costi, sul fatturato e sulla struttura finanziaria degli operatori di comparto». Tra questi vengono individuati «i rischi sanitari legati alla diffusione di malattie infettive e alle problematiche di sicurezza alimentare; i rischi ambientali e climatici; l’esposizione all’andamento dei prezzi dei mangimi; le potenziali modifiche nelle caratteristiche della domanda, anche in relazione al cambiamento delle abitudini alimentari da parte dei consumatori; infine, la necessità di investimenti, anche significativi, relativamente alle strutture e alle tecnologie impiegate nei processi produttivi».

«In un contesto caratterizzato da sfide globali, come transizione ecologica, digitalizzazione, cambiamento climatico e volatilità dei mercati, l’agricoltura italiana mostra una buona tenuta sotto il profilo della rischiosità creditizia. Questo risente positivamente – commenta Luca D’Amico, Ceo di Crif Ratings – della significativa presenza di cooperative agricole a mutualità prevalente, tipicamente caratterizzate da tassi di default più bassi in virtù dello stretto legame economico fra i soci e l’azienda stessa. Tale legame si traduce in un forte supporto dei soci all’attività della cooperativa, rappresentando un elemento di mitigazione del rischio. Nonostante l’incertezza e la complessità dello scenario, le prospettive per il settore agricolo vedono tassi di default che continueranno ad attestarsi su livelli inferiori al dato nazionale, seppur in lieve crescita entro la fine dell’anno».

La crescita del credito erogato nella prima metà dell’anno alle imprese agricole – spiegano ancora da Crif – è stata sostenuta da un quadro normativo favorevole, che ha permesso l’accesso degli operatori di settore a forme di finanza agevolata, incentivando investimenti mirati all’ammodernamento delle strutture produttive, all’adozione di tecnologie innovative e alla transizione verso pratiche agricole sostenibili, in linea con gli obiettivi di digitalizzazione e decarbonizzazione del settore. Tuttavia, «tali strumenti hanno permesso solo una parziale, sebbene rilevante, copertura delle esigenze finanziarie per gli investimenti, dando maggiore stimolo al ricorso al credito bancario».

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