La fiammata dei prezzi degli idrocarburi, gas incluso, dovuta alla crisi in Medio Oriente si ripercuote anche su quelli dell’elettricità, che registrano a loro volta un aumento. Nella settimana da lunedì 2 a domenica 8 marzo, infatti, ovvero a due giorni dell’operazione condotta da Usa e Israele contro l’Iran, il Gme (Gestore dei mercati energetici) ha registrato un prezzo medio dell’energia elettrica (PUN Index GME) pari a 141,28 euro al MWh, in forte rialzo (32,4%) rispetto ai 106,67 euro registrati nella settimana precedente, mentre i volumi di energia elettrica scambiati direttamente nella borsa del GME sono risultati pari a 4,7 milioni di MWh, con la liquidità all’85,1%. Lo si legge in una nota del Gme. I prezzi medi si sono attestati tra 139,38 euro al MWh della Sardegna e 145,04 euro al MWh della Sicilia.
Indice Igi: prezzo balza a 56,05 euro/MWh da 51,03 euro/MWh
Una conferma della tendenza in atto giunge dal valore dell’indice Igi (Italian Gas Index), che per il 10 marzo è pari a 56,05 euro/MWh, in rialzo rispetto al 9 marzo attestatosi a 51,03 euro/MWh. L’indice, calcolato giornalmente dal Gme, fornisce uno strumento di interpretazione e valutazione delle dinamiche osservate sui mercati del gas in Italia e si propone come un riferimento dagli operatori, per operazioni di hedging e/o per contratti di fornitura.

