La guerra in Iran e in Medio Oriente, e l’analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso sono i temi all’ordine del giorno del Consiglio supremo di difesa, che è stato convocato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per venerdì 13 marzo, alle 10. Organo di rilevanza costituzionale preposto all’esame dei problemi generali politici e tecnici su sicurezza e difesa nazionale, si riunisce almeno due volte all’anno, ed è presieduto dal capo dello Stato in quanto comandante delle forze armate.
Tra i temi che approderanno sul tavolo c’è anche quello dell’eventuale concessione di un Samp/T agli Emirati Arabi Uniti, che ne hanno fatto richiesta. Da quell’incontro dovrebbe venir fuori una parola finale sulla questione. «Quando e dove sarà dislocata la rampa Samp/T che abbiamo deciso di dare agli Emirati Arabi Uniti? Credo sia una questione di poco tempo, decideranno poi gli Emirati dove dislocarla», ha spiegato nelle ultime ore il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani. «Aiuteremo anche il Kuwait con altri strumenti di difesa», ha poi aggiunto il responsabile della Farnesina.
Che cosa è il il Samp/T
Il Samp/T è il sistema terra-aria che intercetta e poi neutralizza con i missili le minacce provenienti dal cielo, già fornito in due esemplari a Kiev (uno però è stato distrutto dalle truppe di Mosca). È assemblato in collaborazione con la Francia e la produzione dei suoi componenti richiede tempi lunghi. L’Italia dovrebbe averne attualmente a disposizione altri quattro: uno è in Estonia e resterebbe in Europa orientale per garantire la sicurezza dell’area, altri due sono a Sabaudia a difesa dei confini nazionali e un terzo è a Mantova. Pertanto se alla fine si decidesse di sostenere gli Emirati, l’Italia rimarrebbe con due Samp/T a protezione del territorio nazionale. I Paesi del Golfo lo avrebbero espressamente chiesto all’Italia e uno dei dispositivi dovrebbe essere trasferito, coma ha confermato Tajani, negli Emirati. Ma questa al momento resta solo un’opzione sul tavolo, in attesa che ne venga concordato l’invio al Consiglio Nato: l’esito della decisione, quindi, non è affatto scontato.
Le incognite connesse a un invio del sistema di difesa aerea nel Golfo
Nel complesso il fatto che, con riferimento a questo sistema d’arma, la coperta sia particolarmente corta rende opportuna una riflessione sull’opportunità di privarsene, per darlo a un altro paese. Di sicuro non si tratterebbe di un’operazione facile e bisognerà capire se, con una progressiva riduzione dell’arsenale iraniano, l’uso del Samp/T si rivelerà effettivamente necessario oppure verrà ritenuto più opportuno non scoprire il territorio nazionale. L’utilizzo della contraerea italo francese prevederebbe poi un team di almeno settanta persone appositamente addestrate e capaci di operare nelle varie postazioni, da quella di comando ai radar fino ad ogni lanciatore. Il problema logistico, non indifferente, riguarderebbe invece il trasporto dell’intero sistema, dotato di un radar multifunzione, un modulo comando e controllo, alcuni lanciatori verticali montati su camion e missili intercettori Aster. L’ipotesi potrebbe essere quella di una collaborazione con altri forze armate alleate, come gli Usa, ad esempio per il trasporto dei moduli a bordo di un boeing C17 statunitense: in tal caso nell’arco di due giorni il Samp/T sarebbe già arrivato a destinazione.
C’è poi un altro aspetto da considerare. La decisione dell’Italia di fornire il Samp/T ad Abu Dhabi potrebbe essere vista dall’Iran come un sostegno concreto a quello che in questo momento a tutti gli effetti è un Paese nemico. Insomma, il tema è particolarmente delicato, e la riflessione è ancora aperta. Nelle ultime ore, hanno riferito fonti di Palazzo Chigi, c’è stato un vertice con il ministro della Difesa Guido Crosetto, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, e i responsabili militari e dell’intelligence. È stata l’occasione per fare un punto della situazione sugli aspetti militari e informativi connessi alla crisi nell’area del Golfo. E uno di questi con una certa probabilità è stato quello della concessione del Samp/T agli Emirati. Alcune indicazioni potrebbero arrivare anche da Giorgia Meloni. Mercoledì 11 marzo la premier interverrà in parlamento per comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo. Ma l’intervento spazia anche sulla crisi in Medio Oriente, e le mosse dell’Italia.

