Una gita, un weekend, un tour sui pedali, un sentiero bianco in mountain bike, una passeggiata in e-bike oppure le vacanze spingendo sui pedali. Scocca la scintilla ed ecco le nozze riuscite tra escursioni e bicicletta, formula che nel 2025 è stata scelta da appassionati di tutta Europa che scelgono la penisola. Lo scorso anno le presenze cicloturistiche sono state quasi 49 milioni che hanno alimentato sui territori un business da 6,4 miliardi di euro. È quanto emerge dal rapporto «Viaggiare con la bici 2026» realizzato da Isnart-Unioncamere per l’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio in collaborazione con Legambiente. Il rapporto è stato presentato ieri nel corso della Fiera del Cicloturismo negli spazi della nuova sede della Fiera di Padova. Una volta scesi dalla bici la metà dei cicloturisti va alla scoperta delle chicche dell’enogastronomia dei territori o dei giacimenti culturali, il patrimonio storico, artistico e culturale con un passato secolare.
«Il cicloturismo consolida i suoi numeri e si conferma un segmento importante del comparto turistico del Paese – commenta Sebastiano Venneri, Responsabile territorio e innovazione di Legambiente –. Quest’anno abbiamo voluto accendere i riflettori su un settore, quello del noleggio bici, che è un indicatore ulteriore dello stato di salute del cicloturismo. Abbiamo selezionato e raccontato nel Rapporto esperienze di successo, a testimonianza di quanto il cicloturismo generi buona economia distribuita e un significativo indotto sul territorio».
I turisti stranieri, in particolare quelli provenienti dal Nord Europa, sono dei grandi estimatori delle vacanze italiane sui pedali, in coppia, in famiglia e non mancano gruppi di amiche. «Dall’identikit del cicloturista-tipo emerge una crescita della componente femminile di oltre 17 punti percentuali sul 2024 – segnala Loretta Credaro, presidente Isnart-Istituto ricerche turistiche e culturali e rappresentate Unioncamere del Comitato “Impresa Donna” del Ministero delle Imprese e del made in Italy -. Constato come la domanda di cicloturismo sia sempre più “in rosa”, fenomeno che auspico trovi conferma anche dal lato dell’offerta, creando tante nuove occasioni di auto-imprenditorialità, anche al femminile, nelle piccole e grandi destinazioni del nostro paese». In questa direzione va l’iniziativa europea «Women in cycling», una rete promossa dalla European Cyclists’ Federation, con il contributo di diverse aziende partner, nata per rendere i settori dell’industria della bicicletta, della mobilità e del turismo più inclusivi e partecipati per le donne a 360 gradi. L’iniziativa sostiene l’inclusione, il mentoring e la leadership femminile anche in ambito turistico, puntando a una crescita della presenza femminile sia dal lato della domanda che dell’offerta.
Nel 2025 si consolida anche il crescente interesse dei giovani, i turisti della cosiddetta Gen Z sono il 17,3%, contro il 9,3% del 2024, per un turismo sempre più attivo e curioso di quanto il territorio ha da offrire: tra le attività più praticate le visite nei centri storici, le gite al mare/lago e le degustazioni enogastronomiche. Inevitabilmente Internet è il grande influenzatore perché 6 cicloturisti su 10 decidono e pianificano il percorso sul web, cercando soprattutto informazioni su itinerari ed offerte promozionali, mentre 1 su 2 racconta l’esperienza sui social. Gite, escursioni, noleggio delle bici, ristorazione e ospitalità trainano i consumi. La spesa media pro capite al giorno è di 69 euro e di 91 euro per altri bene e servizi. C’è interesse per l’enogastronomia locale, con una spesa media giornaliera a persona nei ristoranti di 22 euro, e di 10 euro per gli acquisti di prodotti tipici locali. Non mancano i servizi termali e wellness con circa 17 euro a persona al giorno.
«Abbiamo rinnovato la partnership con Isnart e Legambiente – ricorda Pinar Pinzuti di Bikenomist, direttrice della Fiera del Cicloturismo -. I dati del rapporto dimostrano la crescente rilevanza di questo segmento turistico per il paese. I 265 espositori (+63% sul 2025 ndr) presenti alla quinta edizione della Fiera del Cicloturismo evidenziano nei fatti la crescita di un movimento che meriterebbe una policy nazionale dedicata, così da divenire ancora più competitivo anche sui mercati esteri. In questo contesto appare rilevante la crescita del segmento femminile: è la dimostrazione di come il cicloturismo rappresenti un’opportunità di inclusione per qualunque fascia della popolazione».

