La tecnologia

A rendere oggi ancora più avanzata e precisa questa tecnologia diagnostica è l’introduzione del nuovo software che ha ottenuto il marchio CE lo scorso 11 marzo. Si tratta del primo sistema disponibile in Europa in grado di utilizzare le immagini Oct per valutare sia la caduta di pressione lungo il vaso, sia le caratteristiche strutturali dell’ostruzione, supportando in modo concreto il clinico nella scelta e nel posizionamento ottimale dello stent, con l’obiettivo di massimizzare il miglioramento del flusso sanguigno.

La soluzione integra un pullback Oct della durata di un secondo, garantendo immagini a risoluzione superiore rispetto all’ultrasuono intravascolare (Ivus). Inoltre, consente di ridurre significativamente – fino ad azzerare in alcuni casi – l’utilizzo di mezzo di contrasto durante la procedura e introduce avanzate capacità predittive e insight basati sull’intelligenza artificiale per una valutazione ancora più accurata della lesione.

Una nuova era

«Coronarografia e angioplastica sono state storicamente basate sulle immagini angiografiche, che però hanno una capacità di risoluzione limitata – spiega il professor Francesco Burzotta, Professore ordinario di Cardiologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della Uoc di Cardiologia del Policlinico Gemelli -. Per migliorare la precisione delle decisioni terapeutiche utilizziamo oggi due approcci complementari: lo studio funzionale delle coronarie attraverso la Fractional Flow Reserve (Ffr), che misura quanto una placca ostacola il flusso di sangue, e le tecniche di imaging intracoronarico come l’Oct, che permettono di visualizzare l’arteria dall’interno». Il Gemelli è da anni leader internazionale nell’utilizzo di Ffr e Oct, sia sul piano clinico sia su quello scientifico, con numerose pubblicazioni che hanno contribuito a definire le strategie più avanzate nella gestione della cardiopatia ischemica.

L’AI al servizio del cardiologo

Ma si può sempre migliorare. Il nuovo software, una piattaforma di imaging di Oct di nuova generazione, basata sull’intelligenza artificiale (AI), in grado di fornire ai medici informazioni cliniche fruibili in tempo reale, rappresenta un ulteriore passo avanti. Grazie all’intelligenza artificiale, il sistema analizza automaticamente le immagini Oct permettendo di stimare il potenziale impatto funzionale. «La vera novità – spiega il professor Carlo Trani, docente di Cardiologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della Uoc Interventistica Cardiologica e Diagnostica Invasiva di Fondazione Policlinico Gemelli – è che dall’immagine Oct il software riesce anche a derivare informazioni funzionali simili a quelle della Ffr. Tradizionalmente, queste due informazioni richiedevano l’utilizzo di due cateteri diversi, con un aumento dei tempi procedurali e dei costi. La nuova tecnologia consente invece di integrare le due valutazioni partendo da un’unica acquisizione Oct, facilitando decisioni terapeutiche più rapide e personalizzate».

«Non pensiamo che questa innovazione sostituirà completamente la Fractional Flow Reserve, la cui validità è supportata da numerosi studi clinici – precisa Burzotta – ma rappresenta certamente un’evoluzione molto attesa che apre ad una nuova fase nell’utilizzo dell’imaging intracoronarico».

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