A partire da domani, lunedì 2 febbraio 2026, la Fontana di Trevi cambia ufficialmente volto con l’introduzione di un sistema di accesso regolamentato che punta a conciliare la tutela del monumento con la gestione dei flussi turistici. La decisione del Campidoglio prevede l’istituzione di un biglietto d’ingresso del costo di due euro per tutti i turisti e i non residenti che desiderano accedere al perimetro interno della fontana, ovvero la zona della passerella e della scalinata. L’ingresso rimarrà invece completamente gratuito per i residenti di Roma e della Città Metropolitana, i minori di sei anni, le persone con disabilità e le guide turistiche abilitate.

servizio Fontana di Trevi (Tg1)

Risolvere il turismo in eccesso

Le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione comunale verso questa svolta epocale sono legate principalmente alla necessità di contrastare l’overtourism e il degrado urbano. Con una media di trentamila visitatori al giorno e picchi che superano i settantamila, la piazza era diventata teatro di continui bivacchi e comportamenti poco rispettosi. Il ticket di due euro non viene quindi presentato come una semplice tassa, ma come un “contributo di scopo” finalizzato a garantire una visita più ordinata e sicura, eliminando la folla indistinta che rendeva impossibile ammirare l’opera di Nicola Salvi.

Fontana di Trevi

Fontana di Trevi (@web)

Gli orari, un po’ come le strisce blu. Si paga dalle 9 alle 22

Per quanto riguarda gli orari, il nuovo regime sarà attivo tutti i giorni nella fascia compresa tra le 9 e le 22, con l’ultimo ingresso consentito alle 21. In alcune giornate specifiche, come il lunedì e il venerdì, l’orario di apertura verrà posticipato alle 11.30 per consentire le operazioni di pulizia della vasca e la raccolta delle monete, mentre dopo le 220 la fontana tornerà a essere visibile gratuitamente per tutti, sebbene senza il supporto degli steward. La prenotazione può essere effettuata online sul sito ufficiale o tramite l’app dedicata, permettendo di scegliere uno slot orario preciso per evitare lunghe attese.

Fontana di Trevi (@web)

A chi andranno i soldi

I proventi derivanti dalla vendita dei biglietti, stimati in circa sei milioni e mezzo di euro all’anno, avranno una destinazione vincolata alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio capitolino. Una parte significativa delle risorse sarà utilizzata per coprire i costi del personale di sorveglianza e degli steward, mentre il resto del tesoretto verrà reinvestito nella manutenzione ordinaria del monumento e nel potenziamento dei servizi turistici della città. Questa nuova strategia economica permetterà inoltre di mantenere la gratuità dei musei civici romani per tutti i residenti, spostando il carico dei costi di gestione sui flussi turistici internazionali. Al momento i proventi della fontana di Trevi erano a beneficio della Caritas e si trattava di circa 1,5 milioni, frutto delle monetine lanciate annualmente dai turisti.

Condividere.
Exit mobile version