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Home » Dai detersivi ai polimeri riciclati: l’ex Unilever di Pozzilli, in Molise, riparte
Economia

Dai detersivi ai polimeri riciclati: l’ex Unilever di Pozzilli, in Molise, riparte

Sala StampaDi Sala StampaGennaio 25, 20263 min di lettura
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Dai detersivi ai polimeri riciclati: l’ex Unilever di Pozzilli, in Molise, riparte

«Produrremo granulo plastico riciclato, a partire da materiali post consumo, trasformandolo in polimero da riutilizzare per bottiglie, tappi, vaschette e altri manufatti e lo stabilimento sarà completamente ricostruito, poiché oggi è privo di impianti e infrastrutture». L’annuncio di Paolo Di Giovanni, direttore della nuova Packaging To Polymers, la newco che vede insieme pariteticamente Unilever Ventures Holdings B.V e Seri Plast (azienda del gruppo Civitillo, che opera nella produzione e nel riciclo di materiali plastici, ndr.) mette la parola fine a quattro anni di incertezze, trattative e rinvii sul futuro dello stabilimento Unilever di Pozzilli, una delle crisi industriali più lunghe e complesse del Molise. Qui si producevano detergenti, domani si produrranno materie prime plastiche riciclate dal recupero di imballaggi post-consumo.

Un cambio di paradigma. Nel 2022 la multinazionale anglo-olandese del settore dei beni di largo consumo, che commercializza 400 marchi in 190 Paesi al mondo, decide di chiudere la produzione. Un anno dopo, si rende disponibile uno stanziamento pubblico di Invitalia e del privato P2P a sostegno di un investimento produttivo complessivo da 109 milioni (e oggi sceso a 107,1 mln.) per la riconversione del sito, ma sull’ultimo passaggio formale, la firma dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo non arriva per via di blocchi burocratici e del ricorso al Tar Molise presentato dal gruppo Civitillo, partner di Unilever in P2P. Il meccanismo si blocca.

Fino a sei giorni fa, quando arriva la ricomposizione bonaria della lite, «grazie a due anni di lavoro intenso tra Regione Molise, ministero delle Imprese e del Made in Italy, Invitalia, azienda e sindacati, che alla fine si è concluso positivamente e che avrà un impatto positivo per l’intero territorio di Venafro, una delle aree industriali molisane che sta soffrendo maggiormente», ha sottolineato l’assessore regionale alle Attività produttive, Andrea Di Lucente.

Invitalia ha riformulato il maxifinanziamento destinato alla P2P: circa 79,5 milioni (14,7 mln. a fondo perduto e 64,8 mln. a titolo di finanziamento agevolato) serviranno per l’investimento industriale e 1,4 milioni per le attività di ricerca, altri 26,2 milioni li metterà il privato. I soldi pubblici sono disponibili subito, visto che il presidente di P2P, Vittorio Civitillo, ha annunciato di aver già presentato l’atto di rinuncia al ricorso incardinato presso il Tar del Molise e che dalla prossima settimana «si comincerà a essere operativi», con l’obiettivo di realizzare un sito che “non prevede alcun inceneritore né processi chimici”. Il cronoprogramma è praticamente fatto e lo ha scandito Di Giovanni: i lavori per l’allestimento dello stabilimento, «che andrà completamente ricostruito perché è privo di impianti e infrastrutture, inizieranno a breve»; si tratta di un lavoro massimo, che sposta l’avvio della produzione al primo trimestre del 2028 e di conseguenza i 58 lavoratori attualmente in cassa integrazione saranno reintegrati progressivamente con l’avanzare dei cantieri, fino al completo riassorbimento entro il 2027. Un piano industriale che Civitillo ha approvato «dopo tanta burocrazia e attese».

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