Che sarebbe stato un incontro dedicato «alla pace e al dialogo», il segretario di Stato della Santa Sede Pietro Parolin lo aveva detto prima di entrare all’Auditorium Antonianum di Roma, dove lo attendevano ottocento studenti delle superiori per il venticinquesimo anniversario dell’Osservatorio for Independent Thinking. Perché, per il cardinale, le ragazze e i ragazzi «possono contribuire a costruire un clima di pace».
L’invito al Board of Peace
Un tema che non può essere trattato in modo astratto. Infatti, prima di salire sul palco con il presidente dell’Osservatorio Andrea Ceccherini e i giornalisti Maria Latella e Luciano Fontana, il messaggio è stato chiaro: «Serve che venga rispettato il diritto internazionale». Il riferimento era alle parole sull’Europa del presidente americano Trump, che nel suo Board of Peace ha invitato anche il Papa. «Vedremo» ha risposto Parolin, chiarendo che la quota richiesta (si parla di un miliardo di dollari) non verrà versata: «Non siamo in grado».
Le iniziative dell’Osservatorio
Temi attuali e di portata internazionale, necessari per «scuotere le coscienze» dei giovani secondo Ceccherini. L’attività dell’Osservatorio coinvolge partner tra le testate giornalistiche, fondazioni di origine bancaria e aziende impegnate nella responsabilità sociale. In questo modo dà vita al progetto “Il Quotidiano in Classe” per portare nelle scuole più fonti di informazione con cui gli studenti si abituano a capire che cosa accade nel mondo.
«Sviluppare la coscienza nell’era dell’intelligenza artificiale – ha spiegato Ceccherini – vuol dire mettere la persona nella condizione di accorgersi di sé stessa perché possa tenere in pugno la propria vita. Insieme agli insegnanti europei vogliamo contribuire a far crescere una nuova generazione di giovani cittadini vigili, non di sudditi anestetizzati».
Parolin: «Ancora fattibile due popoli e due Stati»
Nel botta e risposta tra i ragazzi e Parolin sono stati affrontati i loro dubbi e le loro perplessità. Dunque, sia temi personali, come la gestione del fallimento, sia i conflitti nel mondo. A partire dal Medio Oriente, dove la strada dei due popoli e due Stati «resta percorribile», anche se «difficile». L’importante è «dare una speranza al popolo palestinese», perché «in tanti anni non è stata avviata una soluzione fattibile».

