Midterm elezioni Usa 2022: le ultime notizie | Biden: «Potete fare la differenza», Trump: «Sarà una grande notte»

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di Viviana Mazza, Massimo Gaggi, Giuseppe Sarcina, Redazione Online

Le ultime notizie sulle elezioni Usa di midterm 2022, i risultati in diretta, le dichiarazioni di Biden, Trump e tutti i protagonisti

• L’America torna a votare, oggi, per le elezioni di midterm, così chiamate perché arrivano a metà del mandato del presidente.
• Si decide oggi il controllo di tutti e 435 i seggi della Camera, di 35 seggi sui 100 del Senato (il mandato è di sei anni) e di 36 su 50 governatori. Ci sono in ballo anche 27 poltrone di segretari di stato e migliaia di parlamentari statali e funzionari locali. In cinque Stati viene chiesto anche agli elettori di esprimersi sul diritto all’aborto.
• Al momento i democratici hanno la maggioranza sia alla Camera, con 222 contro 213 seggi, che al Senato (spaccato a metà ma con la vicepresidente Kamala Harris a fare da ago della bilancia). Tutti i sondaggi e gli esperti prevedono che il controllo della Camera passerà ai repubblicani: ciò su cui si dibatte è se la vittoria sarà molto ampia o più contenuta. Il Senato resta invece in bilico. Molto dipende da pochi Stati: Pennsylvania, Georgia, Arizona, Nevada, dove i candidati dei due partiti si fronteggiano in testa a testa più o meno serrati, e tra gli Stati in qualche modo in bilico è possibile includere anche New Hampshire e Wisconsin.
Perché il Midterm è decisivo per la rivincita di Trump.

Ore 20:24 – Trump: «Sarà una grande notte»

Donald Trump ha votato in un seggio di Palm Beach, in Florida, non lontano dalla sua residenza di Mar-a-Lago. «Sì, l’ho fatto», ha risposto l’ex presidente ai cronisti che gli chiedevano se avesse votato per il governatore Ron DeSantis, suo potenziale rivale per la nomination repubblicana nel 2024. «Credo che avremo una notte grandiosa ed è eccitante», ha detto Trump, che era accompagnato dalla ex first lady Melania. Secondo i sondaggi, è molto difficile che i Democratici possano mantenere il controllo della Camera dei rappresentanti. Più incerto il voto del Senato, dove la nuova maggioranza sarà determinata da una manciata di sfide testa a testa in alcuni Stati-chiave.

Ore 18:58 – Midterm, oltre 45 milioni i voti anticipati

Sono stati oltre 45 milioni, in 47 Stati, gli elettori americani che si sono avvalsi della possibilità dell«early voting» o degli altri meccanismi di voto anticipato. Il dato è superiore a quello del 2018, a conferma dell’importanza che rivestono queste elezioni di midterm per il futuro politico degli Stati Uniti.

Ore 18:42 – La Florida nega l’accesso agli osservatori federali

La Florida ha avvertito il dipartimento di Giustizia Usa che non consentirà l’accesso ai seggi agli osservatori federali. In una lettera di ieri ma resa nota soltanto oggi dai media, Brad McVay, consigliere capo del dipartimento di Stato locale ha sottolineato che l’ingresso dei funzionari non è ammesso dalla legge statale e, inoltre, «sarebbe controproducente e potrebbe minare la fiducia nelle elezioni». Il dipartimento di Giustizia ha deciso di inviare i suoi osservatori in 24 Stati, tra i quali tre contee dello Stato governato da Ron DeSantis. Non si tratta di una novità ma di una pratica che risale a decenni fa.

Ore 18:39 – Trump ha votato per DeSantis

Trump ha votato per la riconferma del governatore della Florida Ron DeSantis: lo ha detto lui stesso ai cronisti uscendo dal seggio. Nei giorni scorsi il tycoon aveva messo nel mirino DeSantis, che potrebbe essere il suo principale rivale nelle primarie repubblicane se entrambi si candidassero alla Casa Bianca, come pare.

Ore 18:20 – A che ora sapremo chi ha vinto le elezioni

(Giuseppe Sarcina) È possibile che non conosceremo subito i risultati. Ogni Stato ha le sue norme elettorali e le sue procedure per lo scrutinio delle schede. In diversi casi, nel 2020, le principali tv e l’agenzia di stampa Ap hanno aspettato molte ore prima di anticipare i vincitori in questo o quel distretto. I risultati ufficiali, poi, potrebbero arrivare anche qualche giorno dopo. Senza contare che in uno Stato, la Georgia, è probabile che i due candidati al Senato andranno al ballottaggio, fissato per il 6 dicembre. Inoltre, naturalmente, va tenuto conto anche del fuso orario. Tra la Costa Est e quella Ovest c’è una differenza di tre ore. Vediamo, allora, qui qual è la scaletta degli scrutini e come si possono seguire le elezioni, intrecciando segnali politici e gli orari (in Italia).

Ore 18:13 – I tweet di Biden e Harris

Il presidente Biden e la vicepresidente Harris hanno twittato le informazioni necessarie a chi dovesse avere problemi con il voto.

Ore 18:02 – 45 milioni di americani hanno usato il voto anticipato

Sono oltre 45 milioni gli americani che hanno usato il voto anticipato per le elezioni di Midterm, in 47 dei 50 stati Usa: lo riferisce la Cnn. Si tratta di un record, che supera i 38 milioni del voto di metà mandato del 2018.

Ore 17:37 – Per ora nessuna attività di hackeraggio importante

Le autorità Usa «continuano a non vedere specifiche o credibili minacce di disturbo all’infrastruttura elettorale». Lo ha riferito un alto funzionario della cybersicurezza statunitense, secondo quanto riporta la Cnn.

Le autorità, ha affermato il funzionario della Cybersecurity and Infrastructure Security Agency, non hanno visto alcuna significativa attività di hackeraggio nel giorno delle elezioni che possa essere attribuita a qualsiasi gruppo di hacker. Tuttavia, le autorità considerano la possibilità di attività di hackeraggio di basso livello, che possano temporaneamente mandare offline i siti web di autorità elettorali locali o statali, ma nulla che possa impedire agli elettori di votare. «Continuiamo ad avere molta fiducia nella sicurezza e resilienza del processo elettorale», ha sottolineato il funzionario.

Ore 17:18 – Biden è ottimista

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, si è detto «ottimista» sulle possibilità dei Democratici alle elezioni di Midterm. «Penso che vinceremo il Senato. Credo che per la Camera sia più dura», ha detto Biden ai giornalisti mentre usciva dal Marine One per dirigersi verso la Casa Bianca. Il presidente ha affermato che un Congresso controllato dai repubblicani renderebbe la sua realtà «più difficile».

Ore 17:09 – Avvocato di Trump avverte DeSantis: «Resta in Florida»

Un avvocato di Donald Trump ha lanciato un avvertimento al governatore della Florida Ron DeSantis dicendogli di rimanere nel suo Stato invece di candidarsi alla Casa Bianca. «DeSantis è DeSantis per merito di Trump, rimanga dov’è, sta facendo un ottimo lavoro in Florida», ha detto l’avvocatessa Alina Habba al comizio di ieri sera dell’ex presidente americano a Dayton, Ohio, per le elezioni di Midterm, esortando il possibile rivale del tycoon a farsi da parte.

DeSantis starebbe pianificando di candidarsi alle presidenziali del 2024, dove probabilmente si scontrerebbe con Trump alle primarie repubblicane. Proprio a Dayton, infatti, Trump ha detto che ci sarà un «annuncio molto grande» il 15 novembre a Mar-a-Lago, in Florida. «Sarà un giorno eccitante, spero che ci siate»: ha detto Trump votando in un seggio in Florida e ripetendo quanto detto ieri sera in un comizio in Ohio. Il tycoon ha aggiunto che se i repubblicani vinceranno, lotteranno contro il crimine e per tenere basse le tasse.

Ore 16:46 – Cosa dicono gli analisti di Wall Street

Come stanno reagendo i mercati alle elezioni di midterm? Analisti e investitori prevedono un rialzo per gli indici azionari, se il voto di oggi provocherà uno stallo politico. Il motivo? Caleranno le probabilità di grandi interventi legislativi che possano incidere sui profitti delle società.

Gli analisti di Morgan Stanley hanno ricordato che se ci sarà una maggioranza repubblicana in almeno una delle due Camere bloccherà i piani di spesa del presidente Joe Biden e dei democratici. Così facendo, si potrebbe provocare il calo dei rendimenti dei titolo del Tesoro e un rialzo dei titoli azionari. «I mercati preferiscono un governo più diviso» ha detto Eric Beiley, direttore manageriale esecutivo di Steward Partners, società di gestione del patrimonio, intervistato dal New York Times.

Ma i dati sulle passate performance degli indici in occasione delle midterm non sono sempre così chiari: Sam Stovall, dirigente della società di ricerca Cfra, spiega che lo S&P 500 è cresciuto in media, dal 1970, dello 0,6% il giorno dopo l’annuncio dei risultati. Il rialzo più alto di recente? Risale al 2018: l’indice chiuse in crescita di oltre il 2% quando i democratici riconquistarono la Camera durante la presidenza di Donald Trump.

Ore 16:44 – Perché il Midterm è decisivo per la rivincita dell’ex presidente

(Massimo Gaggi) Goodbye, golden goose, addio gallina dalle uova d’oro (in italiano preferiamo l’oca alla gallina).

Così, a metà novembre del 2020, il New York Times, col titolo di un articolo di Maureen Dowd, salutava, con sollievo politico e rammarico commerciale, la sconfitta di Donald Trump alle presidenziali di qualche giorno prima.

A riguardarle oggi, mentre Trump, tornato sul palcoscenico della politica con la sua retorica populista estrema, spara a zero non solo sui democratici ma anche sui suoi possibili avversari repubblicani alle presidenziali 2024, quelle pagine fanno tenerezza: il leader che ha appena fatto comizi in Florida anche per sfidare il governatore Ron DeSantis , giovane leone repubblicano che vorrebbe sbarrargli la strada della corsa alla Casa Bianca, ricorda molto da vicino il The Donald che nel 2016 infilzò, uno dopo l’altro, i suoi avversari conservatori: per alcuni, come Ted Cruz, fece ricorso alle calunnie (il padre del senatore accusato di essere stato complice dell’assassino del presidente Kennedy, nel 1963), mentre Marco Rubio venne ridicolizzato per la sua eccessiva sudorazione e paragonato a un robot per alcune risposte monotone e ripetitive. Per Jeb Bush, invece, bastò l’etichetta di low energy.

Leggi l’articolo completo qui.

Ore 16:37 – Cosa dicono gli ultimi sondaggi sul voto

I repubblicani potrebbero conquistare sia la Camera, quasi scontata, che il Senato. È la fotografia scatta dai dati di RealClear Politics: alla Camera Alta del Congresso americano il Grand Old Party si avvia ad ottenere 48 seggi, contro i 44 dei democratici. Alla House invece — dove si rinnovano tutti i 435 deputati — i repubblicani sono dati in vantaggio con 216 seggi quasi certi, a solo due dalla maggioranza, contro i 194 dei democratici. Per quanto riguarda la sfida tra i governatori, secondo il sito di sondaggi al momento i repubblicani ne potrebbero ottenere 24 contro i 15 dei dem.

Ore 16:10 – Biden: «In America non si molla. Fate sentire la voce»

«Oggi è il giorno delle elezioni».

A parlare, su Twitter, è il presidente Usa, Joe Biden, nel giorno delle elezioni di midterm. «Andate a votare. Potete fare la differenza», ha scritto ancora l’inquilino della Casa Bianca. «Non si getta la spugna, qui in America. Dobbiamo solo ricordare chi siamo». E ancora: «Fate sentire la vostra voce».

Ore 16:00 – Le due Americhe in fila per il voto

(Marilisa Palumbo) Dieci miliardi di dollari. Neanche alle ultime presidenziali i due partiti avevano speso così tanto per gli spot elettorali. Una valanga di pubblicità in tv, nelle cassette dalla posta, sui social (ne abbiamo parlato qui, su America-Cina).

A guardarla si capisce meglio su cosa stanno votando gli americani in queste ore: i repubblicani hanno spinto moltissimo sul crimine (e le accuse ai progressisti di voler tagliare i fondi alla polizia), sull’economia (l’inflazione alle stelle), le tasse, lo spauracchio dell’educazione di genere. Il presidente Joe Biden e la speaker della Camera Nancy Pelosi sono i protagonisti, naturalmente in negativo, della maggior parte di questi messaggi. I democratici hanno cavalcato invece due mantra su tutti: il diritto all’aborto e il pericolo per la democrazia che viene dai tanti candidati trumpiani ed estremisti che popolano le sfide negli Stati.

A mettere a confronto queste narrazioni, quello che viene fuori è il racconto di due Americhe che non si riconoscono. Non si parlano. Non si capiscono. E il voto di oggi, con la carica dei negazionisti (quelli che ancora credono alla «grande Bugia» sulle elezioni 2020 rubate) pronti a entrare in massa al Congresso, potrebbe allargare questo divario, e riaprire la ferita inferta dall’assalto del 6 gennaio alle istituzioni americane.

8 novembre 2022 (modifica il 8 novembre 2022 | 20:26)

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