Mosca cercherà di paralizzare il conflitto, Kiev di lanciare nuove offensive- Corriere.it

0
9

Il taccuino di oggi parte dall’analisi di un esperto, l’ex generale americano Mark Hertling. Interessante, poi, il ruolo degli Emirati Arabi: Mohammed bin Zayed ha incontrato di recente Putin

Non importa l’arma usata, contano gli effetti. E i continui report su una prossima mancanza di missili nell’arsenale di Vladimir Putin contrastano, per ora, con la tragica situazione nelle citt ucraine. Milioni di persone senza luce ed acqua proprio a causa dei bombardamenti. La resistenza ha bisogno di uno scudo per proteggersi dalla minaccia ma sono altrettanto indispensabili i generatori. Nell’ultimo pacchetto deciso dagli Usa, insieme alle munizioni, ne sono stati inseriti 200. Una goccia. Il taccuino di oggi parte dall’analisi di un esperto, l’ex generale americano Mark Hertling, una delle voci pi interessanti. A seguire i suoi spunti.

La nuova fase

Mosca cercher di congelare il conflitto come ha gi fatto in altre crisi regionali, una pausa per poter riorganizzare le sue forze e ripartire all’assalto. Possibile un ulteriore mobilitazione che per potrebbe non essere decisiva mentre appare improbabile un coinvolgimento della Bielorussia. Crescer, invece, il ruolo dell’Iran attraverso invio di armi (droni, missili). destinata a proseguire la campagna di terrore con la distruzione delle infrastrutture in Ucraina, tattica per spezzare il morale dei cittadini e costringere Zelensky a fare concessioni. La determinazione della resistenza sar messa a dura prova ma l’alto ufficiale ritiene che non si piegher al ricatto.

L’Ucraina, a sua volta, cercher di lanciare nuove offensive a sud e ad est, tuttavia dovr superare fattori negativi: lunghezze delle linee di rifornimento, caratteristiche del terreno (fiumi, canali), difese avversarie, inserimento di nuovi equipaggiamenti durante i combattimenti. Kiev attesa anche da altri compiti impegnativi, come la riorganizzazione dei reparti, l’arrivo delle migliaia di soldati addestrati in Occidente, la formazione di nuove unit. Qualche esperto insiste sul numero insufficiente di mezzi blindati (e simili) necessari a condurre manovre integrate.

Hertling — come altri osservatori — ribadisce un concetto: l’Armata esce da mesi terribili, ha sofferto perdite ma non sconfitta. Sfrutter il fronte ridotto, l’afflusso di rinforzi, la logistica pi agevole perch ha accorciato le distanze. L’ex generale riconosce poi l’importanza del supporto esterno. La Nato e i Paesi che contribuiscono alla coalizione non possono ridurre il sostegno umanitario, bellico e diplomatico. Serve compattezza, specie quando i civili ucraini soffrono di pi. forse questo il fronte pi debole, peseranno considerazioni di politica interna.

La diplomazia

Interessante il ruolo degli Emirati Arabi, segnalato da un’esclusiva della Reuters. La federazione del Golfo ha favorito negoziati diretti ad Abu Dhabi tra Ucraina e Russia, colloqui legati allo scambio di prigionieri e all’export di prodotti. La monarchia, pur alleata dell’Occidente, si mantenuta equidistante. L’uomo forte, Mohammed bin Zayed, ha incontrato di recente Putin. Inoltre sono ben noti i legami con la superpotenza: molti oligarchi hanno trovato buona accoglienza a Dubai, ospiti di ville, grattacieli lussuosi, residenze protette. Un altro dettaglio collegato alla diplomazia. Il vice ministro degli Esteri russo ha confermato che ci sono scambi telefonici stabili con gli americani, uno dei tanti canali aperti le quinte, insieme ai contatti tra le intelligence e quelli che hanno come protagonisti i vertici militari.

24 novembre 2022 (modifica il 24 novembre 2022 | 17:26)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui