La robotica nella riabilitazione dei pazienti che hanno subito traumi e ischemie, le terapie digitali per migliorare gli stili di vita dei pazienti e la prevenzione soprattutto negli over 65, i dispositivi medici indossabili che ci misurano i parametri più importanti e infine la telemedicina per accorciare le distanze con i pazienti ma soprattutto l’intelligenza artificiale che può aiutare medici e personale sanitario non solo nell’attività clinica, ma anche nella programmazione e nella gestione. Eccole le tecnologie più dirompenti che se utilizzate bene possono diventare preziose alleate per rendere più sostenibile il Servizio sanitario alle prese ogni giorno di più con una domanda di salute che cresce sempre e risorse non sufficienti. Questo uno dei temi al centro della nuova edizione di Exposanità, la fiera che da oltre 40 anni è il punto di riferimento del mondo della sanità e del settore sociosanitario e che in questi giorni riunisce a Bologna migliaia di addetti ai lavori, esperti e aziende.
Il nodo dei fondi e il ruolo della prevenzione
Tra i primi ostacoli che il nostro Servizio sanitario nazionale deve affrontare, certamente la mancanza strutturale di fondi. Con il 3,1% di deficit sul Pil appena certificato dall’Unione europea, sarà difficile immaginare finanziamenti significativi per la Sanità già nella prossima manovra di bilancio. A questo ha provato a rispondere l’Assessore alle Politiche per la Salute dell’Emilia Romagna, Massimo Fabi che ha partecipato al convegno inaugurale di Exposanità: «Non esiste una soluzione unica. La prima scelta è culturale e politica: investire sulla promozione della salute e sulla prevenzione. Prevenire è meglio che curare, salva vite e rende il sistema più sostenibile. Poi c’è il rafforzamento concreto della sanità territoriale. L’Emilia-Romagna è tra le regioni benchmark sugli obiettivi della Missione 6 del PNRR: passeremo da 140 a 192 Case della Comunità, con 600 posti letto in più negli Ospedali di Comunità, investimenti in tecnologie innovative e digitalizzazione. Oggi il 92% dei cittadini aderisce al Fascicolo Sanitario Elettronico», spiega Fabi, che oltre a essere medico reumatologo vanta una lunga esperienza manageriale come Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.
L’emergenza del personale sanitario
Un altro tema centrale di Exposanità2026 – come di tutte le precedenti edizioni del Salone – è quello delle risorse umane, che tengono letteralmente in piedi il nostro Servizio Sanitario. Per Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, anche lui presente a Bologna «il Servizio Sanitario Nazionale si trova oggi di fronte a tre criticità principali. La prima è appunto il finanziamento: negli ultimi anni si è creato un divario significativo rispetto alla media europea, con circa 700 euro in meno di spesa pubblica pro capite, che si traducono in oltre 40 miliardi complessivi. La seconda riguarda le diseguaglianze, che non sono più solo territoriali tra Nord e Sud, ma sempre più trasversali: tra aree urbane e periferiche, tra diverse condizioni socio-economiche e generazionali. Questo si riflette in un dato preoccupante: milioni di persone rinunciano alle cure. La terza criticità è il personale. Non manca tanto il numero di medici, quanto la capacità del sistema pubblico di trattenerli, a causa di una scarsa attrattività e condizioni di lavoro difficili». Preoccupazioni che sono state condivise dalla presidente dell’Ordine delle professioni ìnfermieristiche (Fnopi) Barbara Mangiacavalli che ha chiesto «coraggio e visione» nella costruzione di carriere con più responsabilità per gli infermieri che ora potranno anche formarsi con le nuove lauree specialistiche, così come il presidente dell’Ordine dei fisioterapisti (Fnofi) Piero Ferrante che invita a favorire le competenze e la formazione del personale all’impiego delle nuove tecnologie
A Exposanità soluzioni e tecnologie in vetrina
Come detto la tecnologia è la grande protagonista dei 200 convegni e workshop che si alternano per la 24esima edizione di questa manifestazione fieristica di Exposanità (BolognaFiere dal 22 al 24 maggio) che ha oltre 40 anni di storia e che vede tra i padiglioni esposte anche tante nuove applicazioni tecnologiche e soluzioni per i pazienti proposte dalle circa 400 aziende coinvolte. Dall’Intelligenza Artificiale applicata alla diagnosi assistita, alla medicina personalizzata e all’analisi predittiva, passando per le soluzioni della telemedicina che riducono le distanze territoriali, fino alla nuova generazione di dispositivi diagnostici indossabili, l’innovazione digitale sta tracciando sempre di più la strada per la sanità del futuro, offrendo soluzioni – “Planning Solutions”, come recita il claim di questa edizione- che hanno il compito di rispondere a una grande sfida: il digitale salverà la salute come diritto universale non solo nell’attività clinica ma anche nella gestione e nell’organizzazione della nostra Sanità? A Bologna in questi giorni le prime risposte.

