“Io sono il vostro male assoluto, sono una donna libera, porto i tacchi da 12 centimetri, ci tengo al mio fisico, amo vestirmi bene“. Ecco il miglior ritratto di Daniela Santanchè fatto proprio da Daniela Santanchè.
Era il febbraio del 2025 e durante una mozione di sfiducia alla Camera la ministra sfidò, sicura e senza esitazione, chi la voleva dimissionaria a causa dei suoi problemi giudiziari. Quel giorno la ‘pitonessa‘, sferrò il suo personale attacco con il suo personalissimo stile. Lo stile che l’ha definita da sempre personaggio. Quel giorno, quando Montecitorio respinge la mozione di sfiducia alla ministra del Turismo con 204 no e 136 sì, lei arriva con un tailleur rosso fragola e borsa griffata.
Amante della moda e delle griffe, da sempre Daniela Santanchè rivendica la sua volontà di essere quella che è: “Sono l’emblema, lo rappresento plasticamente, di tutto ciò che detestate. Voi non volete combattere la povertà volete combattere la ricchezza“, disse rivolta ai banchi dell’opposizione, ricordando che lei “è quella del Twiga e Billionaire“.
Difficile scindere la figura di Daniela Santanchè dai due mondani e costosi locali o dalle nevi di Cortina, da dove postava ai suoi follower auguri e messaggi di buone feste natalizie. La sua è una vita passata tra politica e jet set. Le cene, le feste, i posti iconici di una Italia ricca e frequentata esclusivamente da ricchi fanno da sfondo alla sua carriera, anzi alle sue carriere. Da imprenditrice e politica.
Dopo la laurea in Scienze politiche all’università di Torino, nel 1983 Santanchè fonda la prima società di marketing a cui segue, sette anni più tardi, la Dani Comunicazione Srl, attività nel settore delle pubbliche relazioni e dell’organizzazione di eventi. Insieme all’amico di sempre Flavio Briatore apre il Billionaire in Costa Smeralda e poi sempre con Briatore, il Twiga Beach Club di Marina di Pietrasanta, in Versilia. Nel 1995 Santachè inizia la sua carriera politica nelle fila di Alleanza Nazionale accanto a Ignazio La Russa e diventa una figura centrale della destra italiana.
Eletta ministra proprio i due locali, diventati negli anni ‘covi‘ di vip, divennero fonte di polemiche per l’opposizione che tuonò al ‘conflitto d’interesse‘: per questo cedette le quote. Mentre già era cantiere una delle campagne pubblicitarie più discusse di sempre: “Welcome to meraviglia“, lanciata nel 2023 per rafforzare il brand Italia nel mondo: protagonista era la Venere di Botticelli nel ruolo di influencer. Una bufera. Attraversata come sempre con ostentata sicurezza. Più o meno come sta affrontando queste ore. E quelle che verranno. Che vedrebbero arrivare entro un paio di mesi la chiusura dell’inchiesta della Procura di Milano.
Un processo per falso in bilancio, un’udienza preliminare per truffa all’Inps e 3 indagini per bancarotta che presto potrebbero concludersi. Sono i casi giudiziari che coinvolgono la ormai ex ministra del Turismo, Daniela Santanchè, che ha rassegnato le dimissioni dopo la richiesta pubblica della premier Giorgia Meloni. La senatrice di Fratelli d’Italia è imputata davanti al Tribunale di Milano per i presunti conti truccati delle società della galassia Visibilia (Visibilia Editore spa, Visibilia Editrice srl e Visibilia srl) fra 2016 e 2022 assieme ad altri 15 fra manager e sindaci delle aziende.
La prossima udienza è prevista per il 14 aprile per il controesame di di Nicola Pecchiari, il commercialista e docente della Bocconi consulente tecnico dei pubblici ministeri Luigi Luzi e Marina Gravina con l’aggiunto Roberto Pellicano nel fascicolo nato da un’azione civile intentata dai piccoli soci di Editore spa, costituiti parte civile e che chiedono il risarcimento danni per aver visto crollare il valore della propria partecipazione azionaria. La sentenza dovrebbe arrivare sicuramente entro la fine della legislatura.
A livello mediatico il procedimento che più ha intaccato l’esponente di Fratelli d’Italia è quello per truffa aggravata ai danni dello Stato. Santanchè, il compagno Dimitri Kunz e il manager Paolo Concordia sono accusati per i 126.468,60 euro versati dall’Inps fra 2020 e 2022 a 13 lavoratori di Visibilia Editore spa e Visibilia Concessionaria srl per 20.117 ore di cassa integrazione Covid, in piena pandemia, mentre in realtà i lavoratori avrebbero “continuato a svolgere le proprie mansioni secondo i contratti in corso” e in “smart working“.
L’udienza preliminare è in corso da oltre un anno ed è ‘congelata‘ da settembre 2025 in attesa che la Corte Costituzionale decida se la Procura di Milano ha o meno ecceduto dai suoi poteri nel farsi consegnare audio, chat e mail, non intercettate ma registrate da ex dipendenti delle società Visibilia e in cui Santanchè compare direttamente o come mittente/destinatario (anche in copia) delle comunicazioni. Il conflitto di attribuzioni lo ha sollevato con la Procura di Milano il Senato. Al centro della decisione della Consulta c’è l’oggetto del contendere fra politica e magistratura sin dalla sentenza ‘Open-Renzi’ nel 2023.
Quelle prove acquisite dai pm sono “documenti“, quindi utilizzabili dalla pubblica accusa in un processo a carico di un parlamentare, oppure sono “corrispondenza“, equiparabile a “intercettazioni“, completamente nulla in assenza di “autorizzazione” della camera di appartenenza, come prescritto dalla Corte estendendo il perimetro dell’articolo 68 della Costituzione sulle garanzie dei membri di Montecitorio e Palazzo Madama.
Nel caso di Santanchè si tratta in particolare di “conversazioni ambientali registrate“, fra 2019 e 2022 da Eugenio Moschini, ex dipendente della rivista ‘Pc Professionale’ edita da Visibilia, consegnate alla guardia di finanza sentito come testimone l’8 novembre 2023 e di mail e chat WhatsApp e Telegram, acquisite durante le indagini sia attraverso la testimonianza dell’ex lavoratrice del Gruppo, Federica Bottiglione, sia attraverso la trasmissione da parte della Consob ai militari delle fiamme gialle.
I pm hanno chiesto di processarla anche senza quelle registrazioni e quelle mail. Il terzo e ultimo filone riguarda i fallimenti delle società del gruppo del bio-food Bioera-Ki Group: Santanchè è indagata con l’ipotesi di bancarotta per il crac di Bioera e per quello della Ki Group srl per la quale è stato accertato un “passivo esposto in ambito concordatario” da 8.625.912,96 euro. Fascicolo in cui sono indagati anche l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro, Michele Mazzaro, Antonino Schemoz, Stefano Crespi e Filippo Rolando.
I magistrati sono ancora in attesa invece delle carte del liquidatore relative al Ki Group Holding, l’ultima azienda del Gruppo dichiarata fallita per lo “stato di insolvenza” e gravata da oltre 1,4 milioni di debiti. Relazione che dovrebbe essere depositata dal curatore fallimentare entro al massimo uno o due mesi. Al termine dei quali la Procura dovrebbe riunire i fallimenti in un unico maxi fascicolo per chiudere le indagini prima dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
