Il programma pluriennale di screening su base nazionale nella popolazione pediatrica per l’individuazione degli autoanticorpi del diabete di tipo 1 (DMT1) e della celiachia (Dm ministero Salute del 7 agosto 2026, attuativo della Legge n. 130/2023) è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. . 234 dell’8 ottobre 2026. Obiettivo dichiarato per la patologia diabetica, è di prevenire l’insorgenza di chetoacidosi (complicanza grave) e di rallentare la progressione della malattia mediante l’impiego delle terapie disponibili.
L’identikit della malattia
Il DMT1 è una patologia cronica autoimmune caratterizzata dalla progressiva distruzione (pre-aintomatica) delle beta cellule del pancreas, con conseguente deficit di secrezione dell’insulina fino alla sua completa assenza: la carenza di questo ormone, essenziale per regolare la glicemia, rende necessaria la terapia insulinica sostitutiva (stadi 3-4 della malattia). Il principale biomarcatore del DMT1 è rappresentato dalla presenza nel sangue di autoanticorpi diretti contro tali cellule pancreatiche: la presenza di due o più autoanticorpi se associata a una condizione di disglicemia, identifica un bambino a elevato rischio di progressione da trattare con farmaco per ritardare l’insorgenza della malattia.
Lo screening pediatrico gratuito
In Italia si stimano 300.000 persone (circa il 10% dei casi di diabete) affette da DMT1, che rappresenta la forma più diffusa di questa malattia nella popolazione pediatrica. L’identificazione precoce dei soggetti giovani a rischio di sviluppare il DMT1 in stadio 2 riveste quindi un’importante rilevanza clinica: l’Italia è la prima nazione al mondo a introdurre un programma nazionale di screening pediatrico gratuito.
Al fine di valutare applicabilità, accettabilità e sostenibilità di tale screening all’interno del Servizio sanitario nazionale, è stato attivato il progetto pilota “D1Ce Screen”, coordinato dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e realizzato in Campania, Lombardia, Marche e Sardegna.
I risultati della sperimentazione hanno evidenziato un’ampia disponibilità a partecipare sia da parte delle famiglie sia dei pediatri di libera scelta, oltre a consentire l’identificazione dei bambini a rischio (fascia di età 5-6 anni indicata nel DM), successivamente presi in carico dai centri specialistici regionali per gli approfondimenti diagnostici e il follow-up.

