Arriva il turno delle cosiddette insuline basali – le cosiddette insuline long acting – che per migliaia di pazienti diabetici saranno presto disponibili nella farmacia sotto casa senza necessità di recarsi due volte prima per prenotarle e poi per tornare a ritirarle spesso il giorno dopo. Insomma senza troppi passaggi e burocrazia che specie per i pazienti cronici – solo i diabetici in Italia sono 4 milioni – può essere un peso in più. Dopo il passaggio dei farmaci antidiabetici a base di gliptine e delle glifozine, l’Agenzia italiana del farmaco è pronta a dare il via libera già nei prossimi giorni al passaggio dalla distribuzione diretta regionale per conto – l’Asl acquista i farmaci e poi incarica le farmacie a distribuirli- a quella diretta nelle farmacie pubbliche e private convenzionate. Ma questo passaggio è solo un nuovo passo di un tragitto molto più lungo in questa direzione: “L’obiettivo di questa rivoluzione gentile – ha spiegato il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato che ha ideato questa misura – è quello di portare il 90% dei farmaci dalla distribuzione diretta alla distribuzione sul territorio andando incontro ai cittadini”.
Il passaggio delle insuline basali in farmacia
Questa tipologia di insuline – si tratta normalmente di farmaci iniettabili – si chiamano “basali” perché mimano la secrezione basale di insulina del pancreas sano, cioè la quota continua e costante che il corpo produce anche a digiuno per mantenere stabile la glicemia tra i pasti e di notte. Si contrappongono alle cosiddette insuline rapide o ultrarapide che vegno usate sempre dai pazienti diabetici ai pasti. Questa tipologia d insuline nel 2025 hanno pesato per circa 177 milioni nella spesa farmaceutica diretta a carico delle Asl e ora entreranno nel conto della spesa cosiddetta convenzionata (quella delle farmacie). Come previsto dalla manovra di bilancio del 2024 ogni anno entro il 30 di marzo l’Agenzia del farmaco deve decidere – sentito il ministero della Salute – quale nuova categoria di farmacia trasferire direttamente alla “vendita diretta” delle farmacie. In pratica nel caso dei farmaci appunto trasferiti dalla «Distribuzione Per Conto» alla «Distribuzione Convenzionata», i pazienti non dovranno più attendere che il medicinale acquistato dalla Asl venga ordinato e arrivi nella farmacia, ma potranno riceverlo immediatamente poiché già presente nella farmacia sotto casa. Nei prossimi giorni l’Aifa dovrebbe dunque valutare il definitivo trasferimento delle insuline “long acting”, u dossier che finirà all’esame della sua Commissione scientifica ed economica (Cse).
Gemmato: “Più facile la vita dei pazienti e più risparmi”
Gemmato ha anche ribadito i risparmi di questo trasferimento di medicinali nelle farmacie dopo le polemiche delle settimane scorse sui costi aggiuntivi per il Ssn: “I dati confermano la bontà della scelta – ha sottolineato ancora il Sottosegretario alla Salute – secondo Aifa, la riclassificazione delle gliflozine ha generato un risparmio per il Servizio sanitario nazionale di 9,2 milioni di euro tra settembre e novembre 2025, con una proiezione annua di circa 36,5 milioni. Parliamo di 3,4 milioni di confezioni, con consumi in linea con le attese e risparmi ottenuti anche grazie alla negoziazione condotta da Aifa con le aziende farmaceutiche”. “In concreto – ha aggiunto – significa più accessi ai farmaci essenziali, meno burocrazia e cure più vicine ai cittadini, soprattutto agli anziani, che oggi possono ritirare i medicinali direttamente sotto casa, senza recarsi due volte in farmacia”. Sulla stessa scia il presidente dell’Aifa Robert Nisticò: “Il tema centrale è quello che il cittadino si avvicina al farmaco. E’ fondamentale arrivare sotto casa, soprattutto in zone remote, in zone interne, con una popolazione molto ormai anziana. L’Italia è il secondo Paese più longevo al mondo, il che vuol dire politerapie, cronicità, vulnerabilità. Ecco, se noi riusciamo a fare un passo verso quella direzione e quindi portare sempre più il farmaco al cittadino, può migliorare l’aderenza terapeutica”.
Asl e industrie: “Bene la prossimità delle cure”
Sono positive le riforme che cambiano concretamente l’accesso alle terapie e promuovono il ruolo dei farmaci come strumento che crea valore per il Ssn e la Nazione”, sottolinea il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, sottolineando che “in questo momento abbiamo bisogno di urgenza, perché il mondo cambia alla velocità della luce attorno a noi e dobbiamo decidere se vogliamo guidare il cambiamento o esser trascinati”. Per Cattani “la prossimità delle cure per i pazienti attraverso la distribuzione convenzionata, nel rispetto dell’appropriatezza semplifica i percorsi assistenziali, migliora l’aderenza terapeutica e la presa in carico”. È la testimonianza che scelte mirate di governance, “attente ai bisogni dei cittadini, rispettose dell’equilibrio della spesa e della sostenibilità per gli investimenti dell’industria, generano benefici concreti per la salute e per lo stesso Ssn”. Positivo anche il commento del presidente di Fiaso Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), Giuseppe Quintavalle: “Quello che stiamo vivendo è un cambiamento epocale, dal quale non si può tornare indietro. L’accessibilità si rafforza facendo squadra: tra istituzioni, servizi territoriali, professionisti, farmacie, imprese e comunità. In questo senso è importante il lavoro che il ministero della Salute ha avviato e sta portando avanti con coerenza per accompagnare l’evoluzione della legislazione farmaceutica e rendere sempre più vicino ai cittadini l’accesso alle cure”.

