Quando scompare, la sera del 25 gennaio 2016, Giulio Regeni ha da poco compiuto 28 anni. Vive a Il Cairo, in Egitto, perché sta facendo una ricerca sui sindacati egiziani come parte del suo progetto di dottorato presso l’Università di Cambridge in Inghilterra, iniziato nel 2014 sotto il tutoraggio della sociologa Maha Abdelrahman. Il suo corpo senza vita sarà ritrovato lungo l’autostrada che porta ad Alessandria quasi dieci giorni dopo, il 3 febbraio. Oggi di anni ne avrebbe 38. E la sua città natale – Fiumicello, in provincia di Udine – lo ricorda tingendosi di giallo, il colore simbolo della lotta di chi cerca verità e giustizia per il ricercatore rapito, torturato e ucciso 10 anni fa. Sul caso è in corso un processo a Roma, in cui sono imputati quattro agenti dei servizi segreti egiziani che non si sono mai presentati in tribunale, ma dallo scorso ottobre in tribunale è ancora tutto fermo.

Il processo infinito sull’omicidio di Regeni, torturato a morte

«La piena collaborazione delle autorità egiziane nel dare risposte adeguate alle richieste della magistratura italiana, per accertare i fatti e assicurare alla giustizia i responsabili, continua a rappresentare un banco di prova», ha scritto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio ai genitori in occasione dell’anniversario della morte di Giulio Regeni. «Verità e giustizia – dice il presidente – non devono prestarsi a compromessi, a tutela non solo delle legittime aspettative di chiarezza dei familiari, ma a presidio dei principi fondanti del nostro ordinamento costituzionale e sociale e delle relazioni internazionali».

Alle vetrine dei negozi di Fiumicello oggi sono appesi nastri e coccarde gialle. Altri fiocchi dello stesso colore spiccano fuori dai dei bar e lungo tutta la via principale del paese in Friuli – Venezia Giulia. «Verità e giustizia per Giulio Regeni – 10 anni con Giulio» si legge nei cartelli nelle vetrine dei negozi negozi e sulle bandiere ai balconi. Nel primo pomeriggio l’appuntamento è alla pista di pattinaggio, per stringersi intorno alla famiglia Regeni, con “Parole, immagini e musica per Giulio”.

Attesi, tra gli altri ospiti, la cantante Elisa, don Luigi Ciotti, Alessandro Bergonzoni, Pif, Gherardo Colombo ed Elly Schlein. È prevista anche la proiezione del documentario “Giulio Regeni. Tutto il male del mondo” di Simone Manetti e una camminata dei diritti lungo le vie del paese.

Alle 19.41, ora in cui il 25 gennaio 2016 Giulio inviò il suo ultimo messaggio dal Cairo prima di essere rapito, verrà osservato un minuto di silenzio nel piazzale dei Tigli.

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