La decisione di interrompere la lunga catena delle proroghe al taglio delle accise sui carburanti ha retto meno di 24 ore. Il ripensamento è maturato fin dalle prime ore del pomeriggio di ieri. E salvo sorprese sarà tradotto a breve nella pubblicazione di un nuovo decreto interministeriale per riattivare le «accise mobili». Che possono contare su una dote un po’ più consistente rispetto alle ultime volte, perché più alti sono stati i prezzi sostenuti dagli automobilisti a settembre.

Le accise mobili

A riaccendere in fretta il cantiere del provvedimento è stato l’effetto collaterale, prevedibile, della scadenza del vecchio sconto. Che ha spinto al rialzo, di 6 centesimi, anche il tetto al prezzo introdotto nei giorni scorsi da Eni, seguita a stretto giro da Ip e Q8; in una lista che nelle ultime ore ha compreso anche le stazioni di Esso e Tamoil.

Sul piano economico, la variazione non è enorme. Ma sul terreno politico è sufficiente a scatenare la polemica intorno a un price cap su cui il Governo ha puntato molto proprio per alleggerire il carico degli interventi sul bilancio pubblico. Sulle accise mobili «stiamo lavorando», ha spiegato fin dal pomeriggio il viceministro all’Economia Maurizio Leo, e su una linea analoga si è mosso Pichetto Fratin mentre dal campo largo il leader M5S Giuseppe Conte parlava di un «tetto al prezzo durato quanto un gatto in tangenziale» e il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia tuonava contro «il fallimento di Giorgetti e Meloni».

La partita europea

Più sostanziale, almeno in prospettiva, è la partita europea, su cui nelle stesse ore tornava però a soffiare aria di tensione, alimentata come nei giorni scorsi da una serie di dichiarazioni di funzionari, ieri corrette in corsa da fonti diplomatiche.

Le questioni al centro del negoziato con la Ue, in vista dell’Eurogruppo di domani e dell’Ecofin di venerdì in Lussemburgo, sono due: una tassazione comunitaria sugli extraprofitti, chiesta dall’Italia insieme a Germania, Austria, Spagna, Portogallo e Polonia, e una “flessibilità” sulle valutazioni relative al rispetto dei tetti di spesa imposti dal nuovo Patto di stabilità, chiesta da Roma insieme alla Grecia ma discussa in questi giorni anche con altri Paesi.

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