La gravità della crisi in Medio Oriente impone all’Italia un cambio di passo non solo strategico, ma anche legislativo. Davanti alle commissioni Esteri e Difesa, il Ministro Guido Crosetto ha sollecitato una revisione urgente delle norme che regolano le missioni internazionali, spiegando che l’attuale quadro normativo non consente la rapidità necessaria per adeguare la logistica e la dislocazione dei contingenti a scenari che mutano in modo imprevedibile. L’obiettivo del Ministro è quello di ottenere strumenti operativi più flessibili per proteggere il personale militare, mantenendo al contempo fermo il ruolo di indirizzo del Parlamento.
L’allarme di Crosetto si è esteso con forza anche al fronte economico, con l’avvertimento che gli effetti della guerra commerciale potrebbero essere devastanti quanto quelli dei missili. Il fulcro della preoccupazione è lo Stretto di Hormuz, arteria vitale attraverso cui transita una quota enorme dell’energia mondiale. Il Ministro ha evidenziato come la sola instabilità dell’area sia già sufficiente a innescare una spirale di rincari, tra cui un aumento dei costi dei trasporti e dei premi assicurativi che potrebbe oscillare tra il 30% e il 40%, con ricadute dirette sui prezzi dell’energia e del commercio globale.
Matteo Piantedosi, Ministro dell’Interno (Rainews24)
Sicurezza nazionale, l’Italia blindata: piano speciale per ambasciate e piazze dopo l’attacco all’Iran
L’allargamento del conflitto in Medio Oriente, con l’apertura del fronte libanese e l’offensiva israelo-statunitense contro l’Iran, ha spinto l’Italia a innalzare immediatamente i livelli di protezione interna. Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha presieduto al Viminale un Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica con i vertici delle forze di polizia e dell’intelligence, disponendo il rafforzamento della vigilanza su molti degli oltre 28 mila obiettivi sensibili censiti nel Paese. La massima priorità è stata assegnata a sedi diplomatiche, consolati e luoghi di culto riconducibili alle nazioni coinvolte, con un monitoraggio speciale per gli interessi statunitensi e israeliani, definiti di “prioritaria sensibilità” già nelle disposizioni urgenti diramate dal Capo della Polizia, Vittorio Pisani.
Il dispositivo di sicurezza non riguarda solo i siti statici, ma si estende con forza alla gestione dell’ordine pubblico in vista delle numerose manifestazioni in programma. Le autorità temono che l’altissima tensione internazionale possa innescare azioni dimostrative o blitz da parte di cosiddetti “lupi solitari”, soggetti imprevedibili che agiscono al di fuori di organizzazioni strutturate. Per contrastare questa minaccia, l’intelligence ha potenziato l’attività di monitoraggio sul web, setacciando forum e canali social alla ricerca di segnali di radicalizzazione o pianificazione di attacchi. Parallelamente, è stato deciso di rendere permanenti e più frequenti le riunioni del CASA (Comitato Strategico Antiterrorismo) per garantire un flusso informativo costante tra tutte le realtà operative.
Vigilanza anche sule manifestazioni
Nella Capitale l’attenzione è focalizzata in particolare sulle aree del Ghetto ebraico e sulle zone delle ambasciate, considerate potenziali epicentri di tensione. Il calendario delle mobilitazioni per la giornata di domani appare particolarmente critico, con diverse manifestazioni che si svolgeranno quasi in contemporanea. Alle ore 13, Piazza Montecitorio ospiterà un flash-mob per chiedere il patrocinio politico a tutela dei prigionieri iraniani, mentre alle 18 la situazione si farà più complessa con due eventi contrapposti: da un lato il sit-in del “Comitato 7 ottobre” in Piazza Santi Apostoli, dall’altro la protesta degli antagonisti nei pressi dell’ambasciata USA in via Veneto contro “l’aggressione imperialista”. Anche a Milano è prevista una mobilitazione speculare davanti al consolato statunitense, richiedendo uno sforzo straordinario delle forze di pronto intervento per garantire che il diritto a manifestare non sfoci in scontri o incidenti.

