Non smette di far discutere la questione del prestito Safe per la difesa: il Governo, che aveva prenotato 14,9 miliardi nell’agosto 2025, non ne ha ancora deciso l’attivazione. Ora l’Unione europea, attraverso un’alta fonte vicina al dossier interpellata dall’Ansa, torna in pressing: l’Italia ha ancora «un mese di tempo» per decidere cosa vuole fare dei fondi del programma e poi quel denaro verrà ridistribuito tra gli altri partecipanti, dato l’alto interesse registrato. Si tratta della finestra entro la quale la Commissione è impegnata a firmare i contratti definitivi con le altre Capitali e a definire la partecipazione dell’Ungheria. Una volta chiusa, continua la fonte, «servirà chiarezza» da Roma.
Scadenze inderogabili non ci sono
In realtà, come confermano fonti istituzionali, non ci sono scadenze inderogabili. Certamente, però, l’Esecutivo comunitario pretenderà a un certo punto che l’Italia prenda una decisione per poter riallocare i fondi restanti.
Crosetto: «Dipende dalle possibilità che ha Giorgetti»
Nel Governo, come ormai evidente da settimane, si fronteggiano due posizioni. Da una parte il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che non ha mai smesso di rappresentare la necessità che l’Italia si doti degli investimenti necessari e che per il Safe aveva presentato un piano dettagliato. Anche oggi, intervistato all’evento “Il giorno della Verità”, ha riferito che la scelta spetta al ministero dell’Economia: «Giancarlo (Giorgetti – ndr) sa perfettamente le cose che io vorrei e io so perfettamente le cose che lui può fare. Sul Safe dipende dalla possibilità che lui ha». Ma, con riferimento all’aumento dello 0,15% di spesa per la difesa rispetto al Pil, ha anche aggiunto di aspettarsi «che nella finanziaria del prossimo anno l’impegno che ci siamo presi vada avanti, so che Giorgetti è assolutamente consapevole di questa cosa. Con Giorgetti è impossibile litigare, io invece sono più fumantino. Io e Giancarlo siamo amici. So cosa ha voluto dire per lui non essere usciti dalla procedura di infrazione».
Il titolare del Mef: la valutazione è sul costo del debito
Poco dopo, sullo stesso palco, è Giorgetti a dire la sua. Sul prestito Safe – afferma – «un conto è la spesa, un conto la dimensione finanziaria. Io per finanziare la difesa posso usare o le tasse degli italiani o il debito pubblico del Btp, oppure vado a prendere i Safe. Io come ministro dell’Economia e delle Finanze devo valutare se questi 15 miliardi di Safe come debito costano di più o di meno rispetto al Btp». In sintesi: «Il discorso sul Safe è semplicemente di tipo finanziario».
Difesa, per l’aumento della spesa si vedrà a settembre
Diverso, invece, «è l’incremento della spesa per la difesa, che dipende dagli impegni internazionali e che è reso possibile anche dalla clausola di flessibilità del Patto di stabilità. E su cui ovviamente io ho rappresentato una compatibile dinamica per i prossimi anni, che conosce sicuramente» il ministro della Difesa Guido Crosetto, e che «tra qualche settimana, al massimo entro settembre, dovremmo definire, dovremmo andare ad approvare».

