I diritti dei passeggeri aerei tornano al centro del dibattito europeo. L’Italia spinge per una riforma delle regole comunitarie che renda più chiaro ed efficace il sistema delle tutele, oggi frammentato e spesso di difficile applicazione, soprattutto nei casi di ritardi, cancellazioni e disservizi legati a eventi straordinari. Il punto di partenza è la necessità di superare un quadro normativo percepito come incerto sia dai viaggiatori sia dagli operatori del settore. Le norme europee, nate per garantire compensazioni e assistenza, negli anni sono state oggetto di interpretazioni divergenti, con un contenzioso crescente e risposte non sempre uniformi nei diversi Stati membri.
La proposta
Nasce da qui la proposta bipartisan presentata il 21 gennaio alla Camera dei Deputati nel corso di una conferenza stampa promossa da Giulia Pastorella, componente della Commissione Trasporti e vicepresidente di Azione, per fare il punto sulla revisione del Regolamento europeo 261/2004 e per tracciare le linee della posizione italiana nel negoziato comunitario. L’iniziativa ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Salvatore Deidda (FdI), presidente della Commissione Trasporti della Camera, oltre a esperti e rappresentanti delle associazioni dei consumatori. Pastorella ha ribadito che “sicuramente è tempo di una revisione ed è un dibattito che purtroppo però non ha raggiunto l’opinione pubblica italiana benchè la regolamentazione toccherà milioni e milioni di passeggeri”. Tra i punti critici i rimborsi, le soglie temporali che attivano il diritto alla compensazione in caso di ritardi e cancellazioni. “Sappiamo bene, chiunque viaggi lo sa, che in questo momento siamo veramente un po’ al far west”, ha aggiunto, richiamando la necessità di norme più chiare e meccanismi di enforcement efficaci. Anche Deidda ha messo in evidenza la dimensione trasversale dell’impegno: “La necessità di rafforzare le tutele, aggiornando le norme europee ai cambiamenti del settore”, e ha affermato che “la Commissione europea ha il dovere di ascoltare le proposte italiane, come quella di prevedere un caposcalo negli aeroporti che aiuti i passeggeri in caso di necessità”. L’incontro ha sottolineato la richiesta di mantenere e potenziare le garanzie per chi viaggia, evitando che la revisione delle regole si traduca in un indebolimento delle tutele esistenti e puntando a strumenti più semplici per accedere ai rimedi
Il voto di Strasburgo
Ma intanto, in perfetta sincronia, un primo punto fermo arriva dal Parlamento europeo, che – alchimia delle coincidenze – lo stesso giorno in plenaria ha dato il via libera alla propria posizione sulla riforma dei diritti dei passeggeri aerei. Con un voto a larghissima maggioranza, gli eurodeputati hanno scelto di confermare l’impianto delle tutele in vigore dal 2004, mantenendo i rimborsi tra 300 e 600 euro in base alla distanza del volo e respingendo la richiesta dei governi di ridurre gli indennizzi per i ritardi superiori alle tre ore. Il testo approvato difende inoltre il diritto al rimborso o alla riprotezione in caso di cancellazione o negato imbarco e rafforza l’obbligo di assistenza ai passeggeri bloccati. Tra le novità, la richiesta di procedure più semplici per ottenere le compensazioni, anche attraverso moduli precompilati, e la conferma del diritto a portare a bordo gratuitamente un oggetto personale e un piccolo bagaglio a mano fino a 7 chili. Maggiore attenzione anche alle categorie più fragili, con tutele rafforzate per le persone con disabilità o mobilità ridotta e per chi viaggia con minori, inclusa la garanzia del posto a sedere senza costi aggiuntivi. La posizione dell’Europarlamento passa ora al Consiglio Ue, che avrà quattro mesi per esprimersi prima dell’eventuale avvio della fase di conciliazione.
I consumatori: soddisfatti
“La posizione espressa dal Parlamento europeo rappresenta un passo avanti importante, un segnale chiaro a favore dei passeggeri che rafforza in modo significativo le tutele per i viaggiatori, in particolare intervenendo in caso di ritardi prolungati e favorendo una semplificazione delle regole sui bagagli, oggi spesso confuse e non omogenee tra le diverse compagnie aeree”. Così il presidente di Assoviaggi Confesercenti Gianni Rebecchi dopo il voto del Parlamento europeo.

