Un decreto legge ad hoc per abrogare la norma che introduce un incentivo per gli avvocati che seguono una pratica di rimpatrio volontario. Questa la soluzione individuata dal governo per superare l’impasse sul decreto sicurezza e i rilievi del Colle. Il provvedimento sulla sicurezza è stato quindi approvato così com’è dalla Camera e sarà subito corretto con il nuovo decreto legge, che dovrebbe andare in Gazzetta insieme alla legge approvata da Montecitorio.
Il nuovo cambio di scenario sul decreto dopo che la maggioranza aveva aperto all’ipotesi di presentare un emendamento correttivo della norma che prevedeva un incentivo da 615 euro per gli avvocati nel caso in cui i loro assistiti avessero scelto di tornare nei rispettivi Paesi d’origine, in vista del possibile alt dal Quirinale, i relatori avevano ieri annunciato che non ci saranno proposte di modifica al testo e il decreto “si approverà così com’è”.
Scelta confermata dal sottosegretario all’Interno Nicola Molteni che ha escluso l’arrivo di emendamenti correttivi. Quanto ai rilievi sollevati dal Colle, veniva ieri spiegato da fonti di maggioranza, “si troverà una soluzione”. E la soluzione è la seguente: la modifica al decreto Sicurezza allo studio del governo “elimina il riferimento alla rappresentanza legale, estende il contributo ad altri rappresentanti, come mediatori e associazioni, e lo riconosce a prescindere dall’esito del procedimento”. Matilde Siracusano, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, lo dice ai cronisti a Montecitorio al termine della Conferenza dei Capigruppo della Camera. A chi le chiede quando il provvedimento arriverà in Cdm, Siracusano risponde: “Ci si inizierà a lavorare da domani. Noi garantiamo alla contemporaneità, anche perché non potremmo approvarlo prima della conversione in legge di questo decreto e il voto finale dovrebbe arrivare venerdì”.
Il governo porrà la fiducia con voto alle 18 al decreto sicurezza in discussione nell’aula della Camera. Dalle16 sono in corso le dichiarazioni di voto.
Meloni: no pasticcio, Dl ad hoc per correzioni
“Sul decreto Sicurezza, che io non considero ‘un pasticcio’, stiamo raccogliendo alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati e trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc perché non c’erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma”. Lo ha annunciato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, arrivando al Salone del Mobile.
Piantedosi: faremo correzione su norma rimpatri
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi intervenendo nell’Aula della Camera sul Dl sicurezza ha affermato: “Ci sono state molte discussioni sul tema dei rimpatri volontari assistiti e io tengo a precisare davanti a questa assemblea parlamentare che tale istituto non rappresenta certo un’ invenzione di questo governo. Sono previsti nel nostro ordinamento da oltre 10 anni in attuazione di norme europee e nazionali”. “Tuttavia – ha aggiunto il ministro – abbiamo preso atto di alcune sensibilità che sono espresse su un punto specifico della norma e ci predisponiamo ad una sua correzione”.
Dl sicurezza: opposizione ‘occupa’ banchi governo in Aula – 21/04/2026 (LaPresse)
Incentivi non solo per avvocati ma anche mediatori nel decreto ad hoc
La sottosegretaria ai rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano in conferenza dei capogruppo ha annunciato che “contestualmente” al via libera al decreto sicurezza in Aula, il governo approverà un altro decreto che “correggerà” la norma per gli incentivi agli avvocati per i rimpatri “allargando la platea” dei destinatari del contributo che “verrà elargito anche se la pratica di rimpatrio volontario non va a buon fine”. Lo ha raccontato al termine della riunione il presidente del gruppo M5s Riccardo Ricciardi. “Verrebbe rimossa la condizione di esito positivo del rimpatrio”, gli ha fatto eco la capogruppo del Pd Chiara Braga spiegando che Siracusano avrebbe citato nella platea dei beneficiari non solo gli avvocati ma anche i “mediatori”.
“Per consentire al Senato di fare il terzo passaggio ed evitare la scadenza del decreto, avremmo dovuto raggiungere un accordo” in cui “la discussione sarebbe stata molto compressa, e da quello che percepisco le opposizioni hanno un atteggiamento ostativo nei confronti di tutto l’impianto del decreto, quindi ritengo che sarebbe stato estremamente complesso arrivare a un accordo, ecco perché di coche la scelta è politica”. Ha detto ancora la sottosegretaria ai rapporti col Parlamento Siracusano al termine della capigruppo.

