È tra le prime aziende del settore design a implementare il Digital Product Passport (DPP), lo strumento digitale che sarà obbligatorio per i prodotti dell’arredamento (come per altri prodotti di settori legati al design) a partire dal 2028 e che rientra nel quadro della normativa europea ESPR (Ecodesign for SustainableProducts Regulation), entrata in vigore nel 2024.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Per il suo debutto Poltrona Frau – storica azienda marchigiana parte del gruppo Haworth Lifestyle – ha scelto di applicarlo a due icone del suo catalogo, le poltrone Vanity Fai e Archibald, con l’obiettivo di estenderlo a tutta la gamma dei prodotti entro il 2030.

«Ci abbiamo lavorato per un anno e mezzo», spiega il ceo dell’azienda, Nicola Coropulis e, per sviluppare il progetto, Poltrona Frau ha collaborato con Aura Blockchain Consortium e Temera. Il DPP è accessibile tramite tecnologia NFC e si basa su blockchain.

Cos’è e a cosa serve il passaporto

Il Digital Product Passport è un certificato digitale interattivo (accessibile tramite un tag NFC incluso nello User Kit e associato in modo univoco al prodotto acquistato) attraverso cui l’acquirente può accedere a tutte le informazioni su composizione, materiali, origine delle materie prime, fasi di produzione, contenuti editoriali sul design e sul concept della collezione. Può inoltre scaricare il Certificato di Proprietà, consultare video dedicati alla cura e alla manutenzione del prodotto e accedere a un canale preferenziale per i servizi post vendita.

La Poltrona (Frau) con il passaporto

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«Questo strumento certifica che tutti i passaggi all’interno della filiera sono stati eseguiti correttamente, che anche le fonti di approvvigionamento sono legittime e certificate, che tutto è fatto nel rispetto degli animali e della sostenibilità ambientale», precisa Coropulis. Informazioni che, di fatto, erano già contenute nei codici identificativi seriale apposti dall’azienda su ogni prodotto, che consentiva a Poltrona Frau di tracciare chi avesse fatto l’ordine di quel prodotto e, all’acquirente, di verificare l’autenticità e legalità di quanto comperato.

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