Un piano industriale che punta soprattutto sulla gestione di strutture alberghiere 5 stelle accanto all’acquisizione di nuovi hotel o resorts. Il tutto continuando a puntare sulla destinazione Italia. Questa è la roadmap al 2030 che porterà Aldo Melpignano, fondatore e ad di Egnazia Ospitalità Italiana ad avere una ventina di strutture contro le attuali nove. «Un percorso di sviluppo che fa leva su oltre 200 milioni di investimenti nell’arco del prossimo quinquennio in sinergia con partner» spiega Melpignano. Un percorso che farà raddoppiare il fatturato aggregato realizzato con la gestione delle strutture alberghiere. «Con le nove strutture che gestiamo il 2025 terminerà con ricavi per 103 milioni mentre il fatturato della nostra management company sarà di 14 milioni – dice Aldo Melpignano, ad di Egnazia Ospitalità Italiana -. Il budget per il prossimo anno sarà rispettivamente di 130 milioni con 12 hotel in gestione e quello della società di gestione crescerà di 2 milioni. L’obiettivo per il 2030 è di superare i 250 milioni di ricavi realizzati dalle strutture in gestione e i 20 con l’attività di gestione».
Il gruppo tra non molto avrà una propria identità con un brand che sottolineerà la qualità dell’offerta e del servizio entrando così in diretta concorrenza con altre multinazionali dell’ospitalità di lusso. In questo percorso di sviluppo giovedì verrà inaugurato in Alto Adige, vicino a Brunico, Castel Badia, hotel 5 stelle frutto della collaborazione con il Gruppo Kronplatz e le famiglie Gasser e Knötig ed Egnazia Ospitalità Italiana che si è occupata dello sviluppo dell’intero progetto gestisce la struttura. Il castello fu costruito intorno all’anno Mille e in passato ha anche ospitato un monastero benedettino. Le camere sono 29, tra cui uno chalet su tre piani immerso nel verde con giardino privato. In questa operazione Melpignano è anche entrato nell’azionariato «con una piccola quota. Nei progetti che seguiamo siamo ben disposti ad investire in una quota di minoranza, generalmente tra il 5 e il 25%, condividendo il rischio e il successo con la proprietà».
Nella roadmap del patron di Borgo Egnazia nel 2026 ci sono altre due tappe: la prima è in Costa Smeralda con l’operazione a La Tiara di Cervo in Costa Smeralda, progetto di Alfonso Dolce, fratello di Domenico e ceo di Dolce&Gabbana. «Avrà appartamenti all suite con servizi alberghieri simile alle ville di Borgo Egnazia – racconta Melpignano -. Verrà inaugurato a maggio e ci occuperemo direttamente della gestione dei servizi e dell’ospitalità». Parallelamente si lavora a quello che Melpignano definisce il suo primo «urban resort». L’ad gestirà un hotel in un borgo medioevale di una famiglia nobile capitolina a breve distanza da Roma. «Il borgo verrà completamente ristrutturato e diventerà una struttura ricettiva, uno spazio bellissimo». C’è poi, nel 2027, lo sbarco nel cuore di Milano con l’hotel Diana, storico albergo in stile liberty che verrà gestito dal Gruppo. «Stiamo sviluppando un nostro concept basato sui classici moderni come l’Hotel Costes a Parigi in rue Saint Honoré e il Chiltern Firehouse a Londra – continua l’ad -. Il Diana avrà tra le 80 e le 90 stanze (attualmente sono 106 ndr)». Tra il 2028 e il 2029 l’imprenditore guarda ad altri due progetti: uno in Sicilia, nella zona tra Noto, Pachino e Marzamemi, e l’altro nel sud dell’Umbria. Il focus resta sempre sull’arco alpino. «C’è un gap importante tra le principali destinazioni di Francia e Svizzera e l’Italia, con un potenziale ancora poco espresso – conclude Melpignano -. Diverse località del Trentino e della Valle d’Aosta possono diventare competitive mentre Cortina può competere con Saint Moritz. Siamo aperti a collaborazioni in destinazioni già affermate ma siamo anche alla ricerca di località emergenti, con un alto potenziale di crescita».

